L’Alitalia è in ginocchio e arriva l’avvoltoio Ryanair

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di Monica Tagliapietra

Alitalia sta collassando e il primo avvoltoio che arriva è Ryanair. La società irlandese ieri ha offerto un accordo di collaborazione all’ex compagnia di bandiera. Ma dietro le lusinghe c’è l’inganno. Il gruppo Low cost vuole prendersi i ricchi slot di Fiumicino, finendo così per ammazzare il vettore italiano. Che a stretto giro ha replicato respingendo l’offerta al mittente.

La strategia
Gli irlandesi apriranno una propria base a Fiumicino, spostando lì il traffico nazionale, mentre a Ciampino sarà incrementato quello internazionale. L’offerta è un accordo sul cosiddetto feederaggio per i voli internazionali. In cambio si sono detti disponibili a dare qualsiasi forma di assistenza all’impresa dei capitani coraggiosi, per arrivare a una ristrutturazione dell’azienda e a garantire i posti di lavoro. L’amministratore delegato del colosso low cost, Michael O’ Leary, ha scritto e poi telefonato ai colleghi italiani, ma la risposta è stata negativa e non poteva essere altrimenti. Alitalia sa bene che l’abbraccio con gli irlandesi a queste condizioni si rivelerebbe mortale. Resta però alto in prospettiva il rischio che gli italiani, dopo aver pagato per gli sperperi della compagnia di bandiera e poi per il salvataggio della stessa, si trovino a vedere i loro risparmi finire pressoché gratis in mano straniera.

La richiesta
Ryanair non è rimasta immune alla crisi e con l’intraprendenza che caratterizza O’ Leary ha cercato di reagire, puntando in particolare al mercato italiano dei voli domestici. Alitalia è costretta a tagliare sul medio e corto raggio, ma il business dei cieli nella penisola è interessante e agli irlandesi questo particolare non sfugge. Il direttore generale della compagnia, Michail Cawley, ha annunciato che il 18 dicembre prossimo a Fiumicino la compagnia aprirà una sua base e altre verranno aperte a Catania, Palermo e Lamezia Terme. Verranno impiegati sei aeromobili, numero che potrebbe raddoppiare entro ottobre del prossimo anno, quando al colosso low cost verranno consegnati gli aeromobili chiesti alla Boeing. Come sempre, Ryanair cercherà di puntare sulla competitività, con voli sola andata per l’Italia a partire da 49 euro, per un totale di 224 voli a settimana e un bacino di utenti stimato in 1,7 milioni ogni anno. Previsti poi voli da Fiumicino per Bruxelles e Barcellona. Operazione che alla fine dovrebbe portare gli irlandesi ad aumentare dell’8% il numero annuo di passeggeri trasportati, superando quota 26 milioni. L’operazione consentirà inoltre di liberare slot a Ciampino, aumentando in quest’ultimo scalo i collegamenti internazionali.

Stop italiano
Il vero obiettivo degli irlandesi sembra però quello di mettere un piede all’interno di Alitalia, sfruttando il momento di profonda sofferenza della compagnia, e con la scusa di portarle un po’ di ossigeno alla fine dettare legge e fagocitare l’azienda. Alitalia sa bene che si metterebbe soltanto in bocca all’avvoltoio. Solo il primo che le comincia a volteggiare sul capo. E subito è arrivato il rifiuto alle offerte di Ryanair. “Abbiamo una nostra strategia, un piano industriale, flotta, equipaggi e passeggeri per i collegamenti da Fiumicino”, hanno fatto notare da Alitalia, criticando la stessa base degli irlandesi nell’hub romano. Avvoltoio schivato, ma il futuro è nero.