L’Ara Pacis mette gli occhiali 3D. La realtà virtuale ricostruisce i bassorilievi originali. Folla di turisti al monumento aperto pure di sera

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Vivere l’Ara Pacis di notte: si può. Dopo il grande successo dei primi tre mesi di programmazione, con 11mila visitatori, “L’Ara com’era”, il primo intervento sistematico di valorizzazione in realtà aumentata e virtuale di uno dei più importanti capolavori dell’arte romana, diventa ancora più immersivo e coinvolgente. Cittadini e turisti hanno ora l’occasione di assistere all’innovativo racconto sull’Ara Pacis e sulle origini di Roma ulteriormente potenziato grazie due nuovi punti d’interesse in Realtà Virtuale che, combinando riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica, consentono al visitatore una completa immersione nell’antico Campo Marzio settentrionale dove è possibile assistere alla prima ricostruzione in realtà virtuale di un sacrificio romano.

Bellezza reale – Così che si arricchisce la narrazione, per creare un impatto emozionale più profondo con il pubblico. I visitatori vengono catapultati indietro nel passato per riviverlo da una posizione privilegiata. Immersi in un ambiente a 360° possono ammirare l’Ara Pacis mentre ritrova i suoi colori originali: una “magia” resa possibile da uno studio sperimentale realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nel corso di oltre un decennio che ha portato a una ricostruzione ipotetica ma con la massima approssimazione consentita. Il colore non è la sola sorpresa ad accogliere i visitatori che possono ‘galleggiare’ in volo sull’altare, planare sul Campo Marzio e assistere al sacrificio, compiuto da veri attori, rimanendo sempre al centro della scena. L’Ara com’era combina diversa tecnologie, con la creazione di mondi virtuali in cui vengono inseriti sia personaggi reali sia ricostruiti in CG (computer grafica). Le riprese tradizionali in green screen con il coinvolgimento di attori veri, sono state inserite in un ambiente a 360° attraverso software innovativi. Una innovativa esperienza di Augmented Reality (realtà aumentata) e di Virtual Reality (realtà virtuale) unica nel suo genere. Utilizzando particolari visori AR (Samsung GearVR) e la fotocamera dei device in essi inseriti, elementi virtuali ed elementi reali si fondono direttamente nel campo visivo dei visitatori.

Un’idea per sere magiche – La particolare applicazione AR riconosce la tridimensionalità dei bassorilievi e delle sculture, effettuando un tracking in tempo reale. Un mix perfetto tra passato e futuro. I contenuti virtuali appaiono al visitatore come “ancorati” agli oggetti reali, contribuendo all’efficacia, all’immersività e alla magia dell’intera esperienza. Un’offerta che si amplia anche da un punto di vista numerico. Ogni serata può accogliere fino a 400 visitatori, rispetto ai 300 della precedente programmazione, organizzati in piccoli gruppi. Un programma visibile ogni venerdì e sabato dalle 19.30 alle 24 (ultimo ingresso ore 23), dura circa 45 minuti ed è disponibile in 5 lingue:italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco. A coordinare la direzione scientifica, i testi e pure la sceneggiatura è la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Per dare pathos, la voce dei personaggi è stata affidata alle professionalità di Luca Ward e Manuela Mandracchia.