L’aumento Iva ammazza il Paese

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di Gaetano Pedullà

Un’altra stangata. Il nuovo aumento delle accise sulla benzina e dell’acconto su Ires e Irap (ma quest’ultima non dovevano toglierla?) ci avrebbe evitato un punto in più di Iva, ma alla fine sarebbe stato un nuovo disastroso salasso. I consumatori stimano una mazzata di 275 euro a famiglia. Si può andare avanti così? No, ed è penoso vedere la politica affannarsi per salvare se stessa mentre l’Italia affonda. Sotto la regia del Quirinale in queste ore si prepara un nuovo Governo, probabilmente un Letta bis, con il sostegno di qualche transfuga del Pdl disposto a saltare il fosso per salvare la poltrona. Di sicuro Napolitano non vuole sciogliere le Camere, anche se l’inagibilità politica è palese e restituire la sovranità agli italiani dovrebbe essere l’unica preoccupazione di chi occupa una posizione di garanzia. Da tempo però il Colle fa più il giocatore che l’arbitro. Comunque vada, dunque, avremo ancora un’instabilità fortissima: la condizione ideale per la speculazione dei mercati e lo scippo di quel che resta della nostra economia. Il caso Telecom insegnerà qualcosa, no? Scegliere la strada della chiarezza, restituire agli italiani il diritto di votare per un Governo che governi – e non che galleggi – è una mossa che una politica veramente responsabile dovrebbe sentire il dovere di fare. E invece, coprendosi proprio con la foglia di fico della responsabilità, si va avanti così, navigando a vista fino a quando non naufragheremo sul serio. Chi difende questa situazione kafkiana sostiene che la maggioranza degli italiani vuole che il governo vada avanti. Lo dicono i sondaggi. Ma se le cose stanno così, che si candidino Letta e i suoi ministri. Vedremo quanti voti prendono e quanto sono affidabili questi sondaggisti. La verità è che il governo e questa politica non ci sono più. Napolitano ci pensi bene prima di continuare a difenderla.