Nuovo tentativo del governo di inserire la norma salva-imprenditori sui lavoratori sottopagati. Inserita a dicembre nella legge di Bilancio e poi espunta, la norma è ora contenuta in una bozza dell’ultimo decreto Pnrr. Si stabilisce che i datori di lavoro che, sulla base di quanto accertato dai giudici, non pagano i propri lavoratori conformemente all’articolo 36 della Costituzione sulla retribuzione proporzionata, non possano essere condannati al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente al deposito del ricorso se hanno applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo.
Lavoratori sfruttati, torna la norma salva-aziende. Il blitz nel dl Pnrr
Si tratta in realtà del terzo tentativo di inserire la norma, perché prima della Manovra le destre avevano provato a infilarla nel decreto Ilva. “Se la bozza del nuovo decreto Pnrr che sta circolando in queste ore dovesse corrispondere alla versione finale saremmo davanti a un nuovo, gravissimo tentativo di aggressione dei diritti dei lavoratori sfruttati da parte di Giorgia Meloni e dei suoi. Una disposizione palesemente incostituzionale, già espunta dalla Manovra, che ora è il Governo a infilare dentro a un decreto che andrà in Cdm domani (oggi, ndr), senza peraltro che questa abbia alcuna attinenza con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Vista tanta ostinazione nel voler legalizzare lo sfruttamento dei lavoratori più fragili ci chiediamo: di quale lobby l’esecutivo si sta facendo portabandiera e con quale tornaconto?”. Così i parlamentari del M5S nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato.