Lavoro, imprese e unità sui territori. Ecco la road map del nuovo M5S. I vicepresidenti entrano nei dettagli del piano di Conte. A partire dal No a qualsiasi intesa con Italia Viva e Azione

Conte M5S
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C’era da aspettarselo. I vicepresidenti del M5S (leggi l’articolo) hanno le idee più che chiare e, manco a dirlo, combaciano in pieno con la struttura già tracciata da Giuseppe Conte (qui il video del suo intervento all’assemblea). Un segno di identità e unità di veduta che in questo periodo specialmente non può che fare bene al Movimento stesso. Già nelle dichiarazioni di ieri Mario Turco, Paola Taverna, Riccardo Ricciardi, Michele Gubitosa e Alessandra Todde, oltre ovviamente a ringraziare lo stesso ex presidente del Consiglio per la fiducia assegnatagli hanno, ognuno per conto proprio, spiegato quali sono le loro personali prerogative.

NUOVA ORGANIZZAZIONE- Punto centrale è senza dubbio quello di ricercare l’unità anche sui territori. Queste non a caso sono state le prime parole di Gubitosa, unico meridionale nella segreteria del M5s, in un’intervista rilasciata a Il Mattino. “Da parlamentare irpino sono orgoglioso di ricevere un incarico così importante e metterò tutto il mio impegno per portare al meglio questo nuovo corso del M5s per la mia terra e per il Paese. Non mancheranno lavoro ed entusiasmo per portare avanti le istanze dei cittadini e quei valori fondanti della nostra politica, come il ritorno al territorio”.

La Taverna invece oltreché condividere questo punto, ha rimarcato quanto già Conte aveva due giorni fa chiarito: “Non abbiamo nulla a che vedere con persone che accecate dall’egolatria e dall’odio politico sono andate in tv a parlare male del nostro Paese”, ha ricordato la Taverna sui suoi social citando lo stesso Conte. E poi ha commentato: “Parole e musica di Giuseppe Conte. Soggetto: Matteo Renzi. Bene così! Nessuna alleanza – ha aggiunto – anche con Calenda che passa il tempo a denigrare Conte e il M5S senza che nessuno lo abbia mai preso in considerazione!Andiamo avanti, uniti, per la nostra strada!”. Tutti insieme appassionatamente.

ORA SI FA POLITICA. Restano poi, ovviamente, i temi da affrontare. E su questo sia Ricciardi sia Turco sia la Todde hanno le idee chiare: “Sono contenta di poter lavorare fianco a fianco degli altri colleghi che non solo conoscono il MoVimento ma hanno dimostrato negli anni di averne a cuore il percorso, la crescita e l’evoluzione – ha detto la Todde – Ringrazio Giuseppe per la fiducia, i colleghi e le colleghe di governo ei gruppi parlamentari per avermi ritenuta all’altezza di questa sfida. Oggi comincia una nuova sfida, ancora più difficile e impegnativa che affronterò con umiltà”.

Punti di forza centrali: mondo produttivo e imprese, due mondi che il Movimento ha lasciato parzialmente ai margini della sua azione politica e che ora invece ha intenzione di richiamare nella sua politica, senza ovviamente mai dimenticare l’importanza dell’occupazione e delle politiche sociali. Centrale ovviamente sarà gestire al meglio i fondi del Pnrr.

Ed è proprio su questo che Conte pretende che la sua squadra si concentri. Ovviamente, però, non mancano temi divisivi e che la segreteria dovrà affrontare, sebbene non nell’immediato. Tra attivisti e parlamentari restano malumori soprattutto in riferimento allo scoglio del doppio mandato: resterà o ci saranno delle deroghe? Per ora Conte preferisce non affrontare l’argomento. “E forse – spiega un deputato – proprio perché sa bene che per alcuni bisognerà derogare. E lì ci saranno problemi”. Che potranno essere evitati se intanto il Movimento riemergerà e riacquisterà una sua forte identità.