Restituire dignità al lavoro. Subito il salario minimo. Parla Matrisciano (M5S): “Il problema non sono i sostegni a chi non ha niente”

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Susy Matrisciano, presidente (M5S) della Commissione Lavoro del Senato, gli ultimi dati Istat ci dicono che la povertà assoluta è ai massimi dal 2005. “La crisi economica innescata dall’emergenza Covid-19 ha acuito le disuguaglianze sociali e fatto crescere la povertà al Nord in particolare, confermando, purtroppo, previsioni e dinamiche purtroppo prevedibili, cancellando i passi avanti fatti nel 2019 dopo l’introduzione del Reddito di Cittadinanza (Rdc). Il report sulla povertà diffuso dall’Istat indica che nel 2020 sono oltre due milioni le famiglie in povertà assoluta, per un totale di oltre 5,6 milioni di individui, in significativo aumento rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda la povertà relativa, le famiglie sotto la soglia sono poco più di 2,6 milioni”.

Tuttavia – certifica sempre l’Istat – il valore dell’intensità della povertà assoluta registra una riduzione.
“È importante chiarire di cosa stiamo parlando innanzitutto. Il valore dell’intensità della povertà assoluta misura in termini percentuali quanto la spesa mensile delle famiglie povere è mediamente al di sotto della linea di povertà. Per dirla in altri termini, come sottolineato nel report dell’Istat, “quanto poveri sono i poveri”. Quest’ultimo dato nel 2020 registra una riduzione, passando dal 20,3% al 18,7%. E come sottolinea l’Istat questa dinamica è frutto anche delle misure messe in campo dal governo Conte a sostegno dei cittadini: dal reddito di cittadinanza al reddito di emergenza fino all’estensione della Cassa integrazione guadagni, per citarne qualcuna. Tutte misure, che hanno consentito alle famiglie in difficoltà economica, sia quelle scivolate sotto la soglia di povertà nel 2020, sia quelle che erano già povere, di mantenere una spesa per consumi non molto distante dalla soglia di povertà”.

Eppure molti, ancora, si accaniscono contro il Reddito di cittadinanza.
“A pensar male forse ci s’azzecca. Che dirle. Non mi stupirebbe se qualcuno prima o poi la definisse la causa principale del deficit strutturale del mercato del lavoro italiano. Per quanto mi riguarda, il Rdc è uno strumento rivoluzionario, che contempla molteplici finalità: è uno strumento di protezione e di inclusione sociale, che, a fronte di un sostegno economico punta a fornire ai beneficiari, previo percorso di formazione e riqualificazione, gli strumenti per ottenere l’opportunità di un impiego. Anche la Commissione europea ne ha riconosciuto la validità, raccomandando all’Italia di rafforzare la misura con particolare riguardo alle politiche attive del lavoro”.

I furbetti del RdC che periodicamente scovano è il segno che qualcosa non va o che i controlli funzionano?
“L’uso illecito di una misura non ne inficia la validità. E’ lo stesso ragionamento che tempo fa qualcuno faceva parlando delle pensioni di invalidità. Che dovremmo fare? abolirle perché in Italia esistono i falsi invalidi? E’ un ragionamento che non regge. Occorre potenziare i controlli, far dialogare le banche dati della Guardia di Finanza, dell’Agenzia dell’Entrate e dell’Inps e punire chi commette un illecito. La legge sul Rdc è molto chiara su questo”.

Il Reddito di cittadinanza ha bisogno di essere rivisto. E se sì in che direzione?
“Ripeto: potenziando i controlli e rafforzando le politiche attive del lavoro”.

La polemica sugli stagionali che non si trovano è stata un’ulteriore occasione per attaccare il RdC.
“Il problema reale sono i salari. Il lavoro va pagato in modo proporzionato e sufficiente alla qualità e quantità del lavoro svolto, così da assicurare al lavoratore un’esistenza libera e dignitosa per sé e per la propria famiglia. Lo dice la Costituzione. Se il problema è il Rdc, qualcuno mi spieghi il successo dell’attività di recruiting dell’azienda di gelati Sammontana, che qualche giorno fa ha offerto 350 posti di lavoro stagionali, ottenendo 2.500 candidature. Sarà forse perché a fronte di un contratto e un salario adeguati alla prestazione richiesta, i candidati si trovano?”.

Perché è così tanto importante introdurre il salario minimo?
“Intanto esiste in diversi paesi europei e oggi anche l’Ue è orientata a introdurlo con una direttiva. In Italia serve una legge e il M5S ha le idee chiare: c’è la nostra proposta a firma Catalfo al Senato. La legge serve perché occorre rafforzare la contrattazione collettiva, individuare una soglia minima di dignità salariale oltre la quale non scendere, indicare i cosiddetti contratti leader, così da contrastare quelli pirata e la concorrenza sleale tra le imprese, che si verifica anche quando non si pagano adeguatamente i lavoratori, e soprattutto servono i controlli. Bisogna restituire dignità al lavoro. Salario minimo e riforma fiscale sono necessari, se vogliamo consentire all’Italia di ripartire”.

Dall’archivio: Pressing M5S sul salario minimo. Battaglia di giustizia sociale. Il Movimento spinge l’attuazione della direttiva Ue. L’obiettivo resta la retribuzione di almeno 9 euro l’ora.