Le Autonomie agitano il Carroccio. La ministra Stefani accelera, Fraccaro non ha fretta

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La Lega preme, i Cinque Stelle non hanno fretta. Perché se il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani, ricorda che l’Autonomia è nel contratto di Governo e “si deve fare”, esortando il Movimento “a prendere una posizione”, il collega e ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, assicura che “non c’è nessun rallentamento. Ma se l’Autonomia “aspetta una settimana in più non ci sono problemi”. L’importante è farla bene, avverte l’esponente M5S dell’Esecutivo. Restano, insomma, i nodi ancora da sciogliere. E sono soprattutto politici su uno dei provvedimenti bandiera della Lega che, per il rischio di sperequazioni tra Nord e Sud, non convince ancora del tutto il Movimento. è lo stesso Fraccaro, del resto, a ricordare le condizioni per il via libera: Il testo dece sì rispettare e favorire la volontà espressa dai cittadini con un referendum, ma deve avere “un percorso che rispetti anche il Parlamento”. Ed è questo il principale punto di divisione tra M5S e Lega. Se il Carroccio vorrebbe approvare le intese tra Stato e Regioni così come sono state abbozzate, il via libera definitivo, secondo i Cinque Stelle, non può prescindere da un voto del Parlamento, a cui va anche riconosciuto il potere di emendare e modificare gli accordi stipulati.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Per la sinistra dei Tafazzi non c’è cura

Inutile nascondersi dietro alibi o rimpianti: il vaccino per il Covid l’hanno trovato ma per l’autolesionismo della Sinistra non c’è cura. A destra, dove Salvini e Meloni non si parlano e Forza Italia ormai ha poco da dire, come al solito si presenteranno con candidati

Continua »
TV E MEDIA