Di Maio annuncia a Mattarella che il M5S ha raggiunto un accordo politico con il Pd per consentire a Conte di formare un nuovo governo. Il premier salirà al Colle domani alle 9.30

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Seconda tornata di Consultazioni e svolta nella crisi di governo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in serata – dopo la conferma da parte di M5S e Pd dell’avvenuto accordo politico per la formazione di un nuovo esecutivo – ha convocato il premier dimissionario Giuseppe Conte, domani alle 9.30, al Quirinale, per conferirgli l’incarico. Nel pomeriggio tutte le maggiori forze politiche hanno partecipato alle consultazioni. Alle 16 è stato il turno del Partito Democratico, con i presidenti Andrea Marcucci e Graziano Delrio, accompagnati da Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni, rispettivamente segretario e presidente del partito e dal vice segretario Paola De Micheli. Alle 17 sono saliti al Colle i gruppi parlamentari di Forza Italia, con i presidenti Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, accompagnati da Silvio BerlusconiAntonio Tajani. Alle 18 è stato il turno della Lega, con i presidenti Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, accompagnati dal segretario Matteo Salvini. Infine, alle 19, il Capo dello Stato ha ricevuto i gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle, con i capigruppo, Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, accompagnati dal capo politico Luigi Di Maio.

IL VIA LIBERA DEL PD AL NUOVO ESECUTIVO CONTE. “Abbiamo espresso al presidente della Repubblica il sostegno al tentativo di dare vita a un nuovo governo, con una nuova maggioranza politica. Alla luce degli equilibri parlamentari abbiamo riferito di avere accettato la proposta del M5S di indicare, in quanto partito di maggioranza relativa, il nome del presidente del Consiglio dei ministri. Il nome ci è stato indicato nei giorni scorsi” ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, al termine del colloquio, molto rapido, con il presidente Mattarella. “Abbiamo confermato a Mattarella – ha aggiunto il leader dem – l’esigenza ora di costruire un governo di svolta e discontinuità. Abbiamo definito con M5s un primo comune contributo politico di linee di indirizzo da offrire al presidente. Non c’è nessuna staffetta da proseguire e nessun testimone da raccogliere. Vogliamo un governo che abbracci una chiara discontinuità delle ricette economiche, in chiave redistributiva e dell’equità. Intendiamo mettere fine alla stagione dell’odio, del rancore e della paura. C’è l’esigenza di costruire ora un governo di svolta per il nostro paese. Amiamo l’Italia e pensiamo valga la pena tentare, sottrarsi alla responsabilità di tentare non possiamo permettercelo come democratici. C’è una nuova sfida da cominciare – ha detto ancora Zingaretti -: l’inizio per l’Italia di una nuova stagione politica, civile e sociale. Un nuovo governo che convinca gli italiani che possono essere superate le difficolta’ economiche, con l’impegno comune”.

FORZA ITALIA VUOLE ANDARE SUBITO AL VOTO. “Abbiamo illustrato tutta la nostra preoccupazione per il pericoloso scenario che si va delineando – ha detto il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi a margine dell’incontro con Mattarella -: il capo dello Stato lo sta affrontando con l’equilibrio e la saggezza che gli abbiamo sempre riconosciuto. Quella che sta nascendo tra M5s e Pd è una soluzione politicamente sbagliata, inadeguata ai grandi problemi lasciati sul tappeto dall’esecutivo dimissionario. Noi e soltanto noi in Italia siamo i testimoni, i continuatori, i garanti della tradizione liberale, democratica, cristiana. La nostra opposizione – ha aggiunto il leader azzurro – sarà ferma e senza compromessi. In ogni caso la nostra bussola sarà come sempre l’interesse della nazione e non di una parte. Solo noi siamo i garanti della tradizione democratica, garantista. Forza Italia non potrà essere che all’opposizione di questo governo, nato da una manovra di palazzo. L’Italia ha urgentemente bisogno di una svolta liberale basata sul taglio delle tasse, su una riforma della giustizia, in senso garantista, sulla difesa della libertà dei cittadini, ha bisogno di un governo amico delle imprese e di chi lavora. La destra senza di noi non sarebbe in grado di vincere e di governare, oggi inizia per noi un cammino impegnativo per essere il primo partito di un centrodestra lontano da tentazioni populiste. Abbiamo manifestato al presidente della Repubblica – ha detto ancora il Cavaliere – ancora una volta la necessità, secondo noi, di ridare la parola agli italiani. Abbiamo manifestato anche la nostra preoccupazione per il pericoloso scenario che si sta delineando”.

PER LA LEGA DIGNITA’ VORREBBE CHE CI FOSSERO ELEZIONI. “Secondo il rituale siamo stati rapidi, precisi, diretti, onesti fino in fondo con il presidente Mattarella – ha detto il leader della Lega Matteo Salvini al termine dell’incontro con Mattarella – cui abbiamo espresso lo sconcerto non della Lega ma di milioni di italiani rispetto al teatrino della guerra delle poltrone che si verifica da giorni. Il candidato premier probabilmente è stato deciso a Biarritz. A qualcuno dava fastidio un governo che stava restituendo dignità al Paese. Milioni di italiani si chiedono a che serve votare se quelli che mandiamo a casa con il voto poi rientrano dalla finestra. Dignità vorrebbe che si torni al voto. La sovranità appartiene al popolo, chi scappa dal voto non può scappare all’infinito. Dal Pd – ha aggiunto Salvini – ci si aspetta di tutto. In nome della poltrona chiede discontinuità, è minoranza nel paese e in parlamento, le ultime elezioni le hanno perse tutte. Dignità vorrebbe che ci fossero le elezioni. E’ il partito delle poltrone, il partito di Bibbiano, di Banca Etruria, della legge Fornero. L’unico collante del governo giallorosso è l’odio nei confronti della Lega. Abbiamo l’impressione, se non la certezza, che ci sia un disegno che parte da lontano, non dall’Italia, per la svendita del Paese. Non sarebbe rispettoso per gli italiani, poi ci si chiede perché tanti italiani non vanno più a votare. Noi non abbiamo cambiato idea, se sta rientrando dalla finestra il Pd, noi siamo pronti, in nove regioni si votera’ nei prossimi mesi, siamo increduli di fronte a quella che non e’ una maggioranza. La verità vera – ha aggiunto il leader del Carroccio – è che 60 milioni di italiani sono in ostaggio di 100 parlamentari che hanno paura di mollare la poltrona. Non sarebbe più onesto e risolutivo far votare gli italiani e avere una maggioranza solida, coerente, che duri cinque anni?”.

M5S E PD HANNO UN ACCORDO POLITICO PER IL CONTE-BIS. “Sessanta milioni di italiani – ha detto il leader M5S Luigi Di Maio al termine del colloquio con Mattarella – hanno vissuto questo agosto nell’incertezza assoluta. La crisi è stata innescata da una forza politica che ha staccato la spina al governo do Giuseppe Conte. Gli italiani nel 2018 avevano votato per vedere risolvere i propri problemi, non per risolvere i problemi di qualche partito. Abbiamo detto al presidente della Repubblica che non ci sottraiamo alle nostre responsabilità. I programmi, i temi, le scelte sono i protagonisti della politica che siamo convinti sia servizio. Abbiamo guardato a un progetto di grande respiro. Uno dei grandi interpreti di questo umanesimo è stato Conte, che ha dimostrato di voler servire il paese con abnegazione e coraggio.  Abbiamo comunicato al presidente della Repubblica – aggiunge il leader pentastellato – che c’è un accordo politico con il Pd perché Giuseppe Conte possa ricevere l’incarico di formare un nuovo governo. Abbiamo obiettivi da realizzare e il nostro programma è sempre lo stesso che è stato votato da 11 milioni di italiani il 4 marzo del 2018. Non scapperemo. Il ruolo di Giuseppe Conte ci fa sentiti garantiti sulle politiche che vogliamo realizzare. La Lega ha proposto il mio nome come presidente del Consiglio. La Lega mi ha proposto di propormi come premier per il M5S e mi ha informato di averlo comunicato anche a livello istituzionale. Li ringrazio con sincerità, ma con la stessa sincerità dico che penso al bene di questo Paese, non a me stesso. Rifiuto l’offerta, con gratitudine. Non rinnego il lavoro fatto, e anche il riconoscimento fatto ieri da Donald Trump ci dice che siamo sulla strada giusta. In queste ore si sono alimentate tante polemiche sulla mia persona, e mi ha sorpreso che in una fase così delicata qualcuno abbia pensato al sottoscritto piuttosto che al bene del Paese. Abbiamo preso degli impegni, come quello per evitare l’aumento dell’Iva, e costi quel che costi vogliamo mantenerli”.

📣 LA DIRETTA

20.10. Mattarella ha convocato al Quirinale il premier dimissionario Giuseppe Conte per domani alle 9.30.

19:00. Il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, annuncia che il M5S vuole mantenere gli impegni assunti con gli italiani e che c’è un accordo politico con il Pd affinché Giuseppe Conte possa provare a formare un nuovo governo.

18:40. La delegazione del Movimento cinque Stelle, guidata da Luigi Di Maio, è arrivata al Colle. Insieme a Di Maio ci sono i due capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva.

18:27. Per il leader della Lega Matteo Salvini si sta verificando un indecoroso teatrino: “Il nuovo esecutivo sarà un Monti-bis. Dignità vorrebbe che ci fossero elezioni”.

17:45. La delegazione della Lega, guidata da Matteo Salvini, è arrivata al Quirinale. Con il leader leghista ci sono i i presidenti dei gruppi Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. Entrando al Colle Salvini si è intrattenuto per qualche minuto nel cortile con Berlusconi.

17:30. Il leader di Forza Italia Berlusconi ha chiesto a Mattarella di ridare la parola agli italiani ritenendo inadeguata la soluzione di un esecutivo M5S-Pd guidato da Conte. Altrimenti FI sarà all’opposizione.

16:50. La delegazione di Forza Italia, guidata dal presidente Silvio Berlusconi, è arrivata al Colle. Il cavaliere è accompagnato dal vicepresidente Antonio Tajani e dai capigruppo di Camera e Senato, Mariastella Gelimini e Annamaria Bernini.

16:22. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al termine di una rapida consultazione con il presidente Mattarella, conferma che il Pd ha accettato la proposta del M5S di dare vita a un nuovo esecutivo guidato da Conte.

16:16. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti parlamentari, il segretario del Pd Nicola Zingaretti e il premier dimissionario Giuseppe Conte si sarebbero sentiti prima che la delegazione Pd andasse al Quirinale per le consultazioni. Ma il Pd ha smentito la circostanza.

16:00. La delegazione del Pd, guidata dal segretario Nicola Zingaretti, è giunta al Quirinale. Della delegazione dem fa parte anche l’ex premier e presidente del partito, Paolo Gentiloni.