Famiglie a secco. Regioni distratte sul sociale. Lo Stato mette a disposizione 17 milioni di euro, ma il 25% resta nel cassetto perché nessuno li ha richiesti

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Paradossale quando lo Stato non stanzia fondi per fini sociali. Ancora più paradossale, però, quando i soldi ci sono ma non vengono utilizzati semplicemente perché ci si “dimentica” di chiederli. Specie se quei fondi, poi, servirebbero per politiche riguardanti l’infanzia e la famiglia. Parliamo, cioè, di tutte quelle politiche di aiuto a famiglie in difficoltà economica, con minori disabili a carico o con altre difficoltà conclamate. Ebbene, in soldoni parliamo di 2,5 milioni che sono rimasti nel cassetto pur essendo a disposizione degli enti locali. Il motivo? “Le procedure per l’erogazione dei finanziamenti prevedono che le Regioni ne facciano richiesta al Dipartimento, programmandone preventivamente la destinazione con atti regionali, d’intesa con le autonomie locali”. Richiesta che non è mai arrivata.

Il report – A dirlo, nero su bianco, è il dipartimento per le Politiche per la Famiglia che, in occasione della Conferenza nazionale della Famiglia appunto, ha realizzato un report molto dettagliato. E cosa emerge? Innanzitutto i finanziamenti nel corso degli anni. Dal 2014 al 2016 sono stati stanziati 17,5 milioni di euro “per finanziare attività a favore della natalità, ivi comprese le azioni a sostegno dei servizi per la prima infanzia e i bonus per i nuovi nati”. Impegni importanti, non c’è che dire. Peccato, però, che sulla base dei dati di monitoraggio emerga che sia stato erogato l’85% del totale dei finanziamenti previsti dalle tre intese (2014, 2015 e 2016), ovvero 15 milioni di euro dei complessivi 17 milioni e 500 mila euro stanziati, che sono dunque a disposizione dei territori per promuovere, sostenere e sviluppare azioni a favore dell’infanzia e delle famiglie. Ma facciamo ancora un passo ulteriore: per gli anni 2015 e 2016 rimangono da erogare le risorse alle Regioni Campania di Vincenzo De Luca, Lazio e Basilicata che – udite udite – “al momento non ne hanno fatto richiesta”. Complessivamente, dunque, rimangono da erogare risorse pari a 2.476.250 euro.

Ritardi burocratici – Ovviamente il nostro racconto non finisce qui. Accanto alle “dimenticanze”, non mancano anche i vari passaggi burocratici per cui poi, anche quando c’è un progetto presentato, prima che i fondi arrivino ci si impiega spesso un bel po’. E così, racconta ancora il report aggiornato al 30 giugno 2017, soltanto 12 Regioni su 19 hanno ricevuto i fondi previsti dalle tre intese, li hanno programmati e assegnati. Il Veneto e il Friuli Venezia Giulia hanno ricevuto tutti i fondi ma devono ancora programmare e assegnare quanto previsto dall’ultima intesa. La Regione Toscana ha ottenuto tutti i fondi delle tre intese, ha programmato e gli rimane da assegnare solo i fondi destinati dall’ultima intesa. Infine abbiamo le tre Regioni che non hanno ricevuto i fondi 201 e 2016 poiché non hanno fatto domanda, cui si aggiunge la Calabria che, proprio per questioni burocratiche, ancora non riceve nemmeno un centesimo.

Twitter: @CarmineGazzanni

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