Le grandi purghe di Draghi. Dopo Borrelli silurato Arcuri. Il premier licenzia il Commissario. Al suo posto spedito in trincea il generale Figliuolo

Francesco Paolo Figliuolo
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Da oggi qualsiasi insuccesso, o viceversa punto di merito, nella lotta alla pandemia non potrà più essere addebitato al precedente governo Conte. Con la rimozione di Domenico Arcuri dal ruolo di commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Mario Draghi, pezzo dopo pezzo, ha completato il puzzle della sua strategia per vincere la scommessa contro il virus.

REPULISTI. Prima di Arcuri è stato sostituito il capo della Protezione civile. Al posto di Angelo Borrelli è andato – anche dietro suggerimento del neo-sottosegretario con delega ai Servizi segreti e alla sicurezza nazionale, Franco GabrielliFabrizio Curcio. Nel discorso per la fiducia il premier aveva sottolineato la necessità di “mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla Protezione civile, alle Forze armate e ai tanti volontari” per far decollare la campagna di vaccinazione di massa.

E sarà proprio questa la prima sfida per gli uomini che l’ex banchiere ha voluto in prima fila nella battaglia contro il Covid. L’uomo chiamato a svolgere il ruolo che fu di Arcuri è il generale di corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo (nella foto). Classe 1961, sposato, con due figli, originario di Potenza, ha maturato esperienze e ricoperto molteplici incarichi nell’Esercito, interforze e internazionale. Ha ricoperto l’incarico di capo ufficio generale del capo di Stato Maggiore della Difesa, dal 7 novembre 2018 è comandante logistico dell’Esercito.

In ambito internazionale ha maturato esperienza come comandante del contingente nazionale in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione Isaf e come comandante delle forze Nato in Kosovo (settembre 2014 – agosto 2015). Il generale Figliuolo è stato insignito di numerose onorificenze. Tra le più significative la decorazione di cavaliere dell’Ordine militare d’Italia, la Croce d’oro e una Croce d’argento al merito dell’Esercito e Nato Meritorius Service Medal. È cittadino onorario del capoluogo lucano dal 7 marzo 2016.

Arcuri aveva ideato per la campagna vaccinale uno schema legato a centri vaccinali costruiti ad hoc, a forma di primula. Sempre nel discorso per la fiducia, il presidente del Consiglio aveva rilevato, invece, la necessità di vaccinare ovunque ci fosse la disponibilità: “Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, che spesso non sono ancora pronti, ma abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private”.

Sul manager di Invitalia, in 11 mesi, sono ricadute tutte le emergenze legate alla pandemia tra critiche e polemiche. Si parte dalla scarsità di dispositivi di protezione. La mascherina al prezzo politico di 50 centesimi è il primo traguardo che Arcuri può vantare. Ma la struttura commissariale si occupa di tutto: l’acquisto di respiratori polmonari, il monitoraggio dei posti letto, i milioni di tamponi (e i relativi reagenti) messi a disposizione delle Regioni.

E ancora: l’app Immuni, naufragata per i pochi download. Ma anche i celebri banchi monoposto, con o senza rotelle, acquistati dalla struttura commissariale. Poi il piano vaccini, con le dosi che arrivano a singhiozzo e le Regioni che procedono in ordine sparso. E per concludere il progetto delle Primule, bocciato appunto da Draghi. Per finire, il suo nome finisce nell’inchiesta delle mascherine.

ESULTANO DESTRE E RENZIANI. Alla sua rimozione, oggi, brinda tutto il centrodestra. “Rimosso il commissario Arcuri. Grazie presidente Draghi. Missione compiuta”, dice il leader leghista Matteo Salvini. “Bene ha fatto il presidente Draghi a rimuovere Arcuri. Come FdI siamo stati tra i primi a chiedere di dare un netto segnale di discontinuità sulla pessima gestione del governo precedente”, dichiara Giorgia Meloni.

“Il governo ha recepito le proposte di FI a favore di un concreto cambio di passo. Un successo politico che va nella direzione dell’interesse nazionale”, commenta il coordinatore nazionale azzurro, Antonio Tajani. Esulta Matteo Renzi: “La scelta del presidente Draghi di sostituire il commissario Arcuri va finalmente nella direzione che Italia viva chiede da mesi. Bene! Servizi segreti, vaccini, Recovery plan: buon lavoro al governo Draghi”.

Ad Arcuri, il cui mandato era peraltro in scadenza, vanno i ringraziamenti del fronte giallorosso. Un grazie anche dall’attuale governo “per l’impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Bongiorno conflitti d’interesse

Fosse per certi leghisti dovrebbe dimettersi pure Papa Francesco. Quindi che c’è da meravigliarsi se ieri si sono svegliati con la pretesa di cacciare dal governo la sottosegretaria Macina, coriacea esponente dei 5 Stelle passata per le armi senza bisogno di processo per lesa maestà

Continua »
TV E MEDIA