Le lobby vincono sempre. Gratta&Vinci ovunque

di Antonello Di Lella

Tentazioni e illusioni ovunque. Anche al supermercato e allโ€™ufficio postale. Perchรฉ per tentare la sorte con i tagliandi โ€œGratta&Vinciโ€, giร  da qualche tempo, non รจ piรน necessario recarsi a tutti i costi dal tabaccaio. Le lotterie istantanee sono una vera gallina dalle uova dโ€™oro per le casse dello Stato, che da un lato continua a sostenere di voler mettere il freno alla ludopatia, dallโ€™altro, perรฒ, fa poco per limitare il gioco. E anzi le lotterie istantanee sul mercato nel giro di un anno sono anche aumentate. A ottobre dello scorso anno erano 46, attualmente, sul sito dellโ€™Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ne abbiamo contate ben 51 attive.

SOLO ANNUNCI DALLโ€™ESECUTIVO
Contro la vendita โ€œselvaggiaโ€ dei Gratta & Vinci รจ sceso in campo il Movimento 5 Stelle. I grillini hanno puntato il dito contro la possibilitร  di acquistare i tagliandi anche negli uffici postali: โ€œLa riduzione dellโ€™offerta di gioco รจ lโ€™arma piรน importante per combattere lโ€™azzardopatia e per questo riteniamo inaccettabile che un servizio pubblico possa allo stesso tempo incentivare una piaga socialeโ€, hanno affermato i deputati pentastellati in commissione Trasporti e Affari Sociali nel Question time di giovedรฌ alla Camera, โ€œla vendita dei gratta e vinci da parte di operatori, o per tramite di distributori, allโ€™interno degli uffici di Poste Italiane รจ dunque del tutto fuori luogo e il nostro governo dovrebbe intervenire per interrompere lโ€™accordo tra Poste e Lottomatica groupโ€. Ma cโ€™รจ poco da fare. Dal governo non รจ previsto alcun cambio di direzione. Il perchรฉ รจ tutto nella risposta del sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli che, pur condividendo le preoccupazioni, ha spiegato che non รจ possibile intervenire sullโ€™accordo Poste-Lottomatica; allo stesso tempo si รจ impegnato a sottoporre la problematica al ministero della Salute. Per caritร , tutto regolarissimo, grazie ad accordi e contratti sottoscritti dalle Lotterie Nazionali, dal Consorzio Lotterie Nazionali, da Poste Italiane e dalla Societร  Poste shop, ma intanto per il governo lโ€™emergenza azzardo puรฒ attendere. Un milione, i giocatori patologici stimati in Italia, e stando cosรฌ le cose per loro disintossicarsi sarร  davvero difficile.

LA MOZIONE
E, sempre dal Movimento 5 Stelle, prestรฒ verrร  presentata una mozione sul gioco dโ€™azzardo patologico che al suo interno contiene anche la richiesta di soppressione dellโ€™accordo Poste-Lottomatica. Che non รจ certo la causa principale del problema ludopatie in Italia. Ma di certo una tentazione in piรน mentre si fa la fila allo sportello.

 

Per i furbetti del giocoย il governo chiude sempre un occhio

di Francesco Carta

Va sempre tutto liscio per le grandi societร  concessionarie del gioco dโ€™azzardo che spesso possono contare anche su ramificatissime lobby. Anche in Parlamento. Un dato su tutti: le concessionarie riescono ad incassare anche piรน dellโ€™Erario.

UN POโ€™ DI NUMERI
Il fenomeno del gambling, cresciuto negli ultimi anni, vede un coinvolgimento diretto dello Stato, che lo utilizza per realizzare profitti: nel 2012 la spesa sostenuta per il gioco รจ stata di 17,1 miliardi di euro, di cui 8,1 miliardi di gettito erariale e 9 miliardi di guadagni per gli esercenti. Un dato che parla da sรฉ. Secondo il Codacons il costo sociale del gioco dโ€™azzardo ammonterebbe a circa 7 miliardi; ogni singolo giocatore costerebbe allo Stato 38 mila euro annui; secondo lโ€™Organizzazione Mondiale della sanitร  in Italia i malati si aggirano intorno a 1 milione, con altre 800 mila persone a rischio.

IL MAXI CONDONO
Come dimenticare il maxi sconto ai re delle slot machine di un anno fa. La procura della Corte dei conti, sei anni fa, aveva contestato a 10 societร  concessionarie delle new slot e a tre dirigenti dei Monopoli di Stato un danno erariale monstre: 98 miliardi. Cifra stratosferica, giร  allora apparsa esagerata. Ma per la procura della Corte dei conti si trattava del giusto risarcimento che lo Stato avrebbe dovuto pretendere dai re delle slot-machine, sui quali era piovuta unโ€™accusa pesantissima. Ebbene, dopo 5 anni di processo, lo Stato ha incassato molto meno di un miliardo (con il condono inserito nel decreto Imu e a cui non hanno aderito nemmeno tutte le concessionarie). Ovvero lo 0,7% dei 98 miliardi originariamente contestati. Sicuramente una cifra spropositata, che sin da subito era chiaro non sarebbe mai stata incassata.

MALATI DIMENTICATI
Cโ€™รจ poi un altro tasto dolente riguardande la cura dei malati da gioco. I big delle slot machine e videolottery sulla carta dovrebbero stanziare fino a 1 milione di euro del loro bilancio per sviluppare piani di comunicazione e informazione sulla ludopatia. Per il momento sul piatto sono stati messi solo pochi spiccioli. Il piano di sviluppo di cui si parla deve essere predisposto dallโ€™Agenzia dei Monopoli e prevedere iniziative per promuovere il gioco legale e responsabile. Comunque la si giustifichi, la situazione finora รจ tale che la lobby del gioco ha scucito poco o nulla per programmi informativi antiludopatia. E nella convenzione di concessione cโ€™รจ scritto che i concessionari si impegnano a stanziare un importo annuo โ€œcomunque non superiore a 1 milione di euroโ€. Traduzione: possono spendere per le campagne informative anche molto meno.