Le mani della ‘ndrangheta sugli appalti Expo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

dalla Redazione

Tredici persono arrestate nelle province di Milano, Como, Monza – Brianza, Vibo Valentia e Reggio Calabria, per associazione di tipo mafioso, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di provenienza illecita, abuso d’ufficio, favoreggiamento, minacce e danneggiamento mediante incendio. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Milano: al centro delle indagini del Ros due sodalizi della ‘ndrangheta radicati nel comasco, con diffuse infiltrazioni nel tessuto economico lombardo. Accertati, tra l’altro, gli interessi delle cosche in speculazioni immobiliari e in subappalti di grandi opere connesse ad Expo 2015. Secondo la ricostruzione degli inquirenti avevano stretto contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e bancario da cui ottenevano vantaggi, notizie riservate e finanziamenti. Nella lente degli inquirenti sono finiti presunti rapporti con un agente di polizia penitenziaria, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, un imprenditore immobiliare, attivo anche nel mondo bancario e con dei consiglieri comunali di comuni nel Milanese. Dai loro referenti ricevevano notizie, denaro e vantaggi.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La stampa e la sindaca deficiente

Le confidenze di Urbano Cairo ad alcuni tifosi del suo Torino hanno svelato cosa pensa questo editore (Corriere della Sera, La7 e altro ancora) della sindaca M5S Chiara Appendino, definita con fallo da Var, espulsione e retrocessione “deficiente”. Ma non c’è bisogno di videocamere nascoste o

Continua »
TV E MEDIA