Le manutenzioni autostradali sono un obbligo. Dopo i Benetton alle strette finisce Toto. Dal Consiglio di Stato altro colpo ai signori del casello

di Clemente Pistilli
Cronaca

Non c’è solo Aspi tra i concessionari che hanno cercato di risparmiare con le manutenzioni. E non sembra neppure bastare la linea dura scelta dal Governo con i Benetton per far cambiare linea ai signori del casello. Strada dei Parchi spa, un’azienda della Toto Holding, ha infatti dato battaglia fino alla fine per cercare di ottenere più soldi con cui fare la manutenzione delle gallerie, a partire da quella del Gran Sasso, ma a ribadire alla concessionaria che quei lavori sono un obbligo e non possono essere condizionati a immediati altri esborsi o ad esborsi extra è stato ora il Consiglio di Stato, che ha messo l’azienda presieduta da Carlo Toto spalle al muro.

IL CASO. Strada dei Parchi gestisce le autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25, tra le più care del Paese, ed è la quarta società in Italia per chilometri di autostrade in concessione, ben 281,4. Negli ultimi anni numerosi sono stati però i contenziosi avviati da Toto per cercare di ottenere ulteriori aumenti di pedaggi e più soldi appunto per le manutenzioni. Con un decreto del 24 aprile 2018, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attualmente retto dalla ministra Paola De Micheli, ha approvato il progetto esecutivo presentato dalla stessa Strada dei Parchi per i lavori di riqualificazione degli impianti tecnologici della Galleria San Rocco, San Domenico e Gran Sasso e l’aggiornamento del progetto esecutivo di completamento della Galleria Gran Sasso, in relazione all’adeguamento delle gallerie autostradali. Un progetto da oltre sei milioni di euro. Ed ecco che la concessionaria, specificando che lo stesso non trovava copertura nel Piano economico-finanziario relativo alla concessione, ha subito preso tempo, dicendo che se ne sarebbe potuto parlare solo dopo l’aggiornamento del Pef, respingendo la decisione del Ministero in base alla quale, adeguamento del Piano o no, la spa doveva accollarsi la spesa. Un atto impugnato da Strada dei Parchi insieme alla nota ministeriale che ribadiva l’obbligatorietà degli interventi, da eseguire entro il 30 aprile 2019 a prescindere dallo stato di approvazione del nuovo Piano economico-finanziario. Il ricorso è stato però bocciato dal Tar e ora dal Consiglio di Stato, con una sentenza che impone a Toto di effettuare i lavori di manutenzione. Palazzo Spada ha ribadito che la convenzione unica del 18 novembre 2009 stipulata fra la Strada dei Parchi e l’Anas, attualmente in essere con il Mit a seguito del subentro dell’azienda di Toto alla stessa Anas, prevede espressamente che sono affidati alla concessionaria, fra l’altro, gli “interventi per l’adeguamento impianti delle gallerie alla normativa vigente”. Evidenziato quindi che, come previsto dalla direttiva europea del 2004, i gestori delle gallerie provvedono affinché le gallerie di loro competenza soddisfino i requisiti minimi di sicurezza e che il gestore della galleria è individuato, rispettivamente, “nell’Anas, per le strade in gestione diretta, e nelle società concessionarie, per quelle affidate in concessione”. I giudici non hanno avuto dubbi: “Discende da dette previsioni che l’obbligo di riqualificazione e adeguamento delle gallerie nei termini suindicati grava di per sé in capo all’odierna appellante”. E dunque a Strada dei Parchi. Sottolineato infine che non si può pretendere una “puntuale e preventiva fonte di finanziamento” per poi realizzare gli interventi di manutenzione, bensì i lavori vanno eseguiti e poi, se c’è squilibrio economico-finanziario, se ne discute in sede di adeguamento del Pef.