Le opposizioni tentano la spallata a Fontana. Mozione di sfiducia al governatore lombardo: “Non è in grado tutelare la salute”

ATTILIO FONTANA
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Si aprirà con la discussione della mozione di sfiducia al governatore leghista Attilio Fontana la prossima seduta del Consiglio Regionale della Lombardia in programma martedì prossimo 2 febbraio. Mentre nel pomeriggio di ieri il presidente annunciava di aver ricevuto una telefonata dal ministro Speranza che gli comunicava l’ingresso della regione in zona gialla, trenta consiglieri dei gruppi di opposizione di M5S, Lombardi Civici Europeisti, Misto, PD e +Europa, avevano già sottoscritto e depositato un documento durissimo, nel quale evidenziano una serie di gravi errori e sottovalutazioni nella gestione della pandemia da Covid-19 “che impediscono la permanenza di Attilio Fontana e della sua Giunta alla guida della regione” non essendo stati in grado “di tutelare la salute pubblica e di garantire la custodia, la protezione e la salvaguardia degli interessi economici regionali”, si legge tra le premesse della mozione.

E ancora: “La vicenda dell’indebito inserimento in zona rossa a causa di un errore della Regione ha ulteriormente minato la credibilità di un’amministrazione regionale incapace anche solo nella semplice trasmissione di dati strategici, con grave danno ai cittadini, alle aziende e alle imprese, e alla credibilità dell’Istituzione. Il prolungato silenzio della giunta sulla condivisione dei dati disaggregati è altrettanto preoccupante. L’azione amministrativa di contrasto alla pandemia si è rivelata del tutto inefficace, se non inconsistente, nel fronteggiare la grave emergenza in atto. In Lombardia sono state calpestate le disposizioni costituzionali che tutelano il diritto alla salute e che prevedono che le pubbliche funzioni siano esercitate con disciplina ed onore al servizio esclusivo dei cittadini. Per il bene della Lombardia Fontana deve essere sollevato dal suo incarico”.

Intanto, alla notizia del cambio di colore ufficializzato ieri, caustico è sttao il commento del direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli: “Che il cielo ce la mandi buona. Se i numeri su cui calcoli la zona rossa o la zona gialla sono sbagliati, questo tira e molla non mi stupisce”, e avverte: “Non sta andando particolarmente male però ancora non così decisamente bene, c’è sempre da fare un distinguo tra il perseguimento dell’obiettivo e l’applicazione piuttosto scolastica dei conti. Siamo oltretutto in momento in cui anche la vaccinazione batte la fiacca”.

Non proprio un dichiarazione di entusiamo, insomma. E proprio nelle stesse ore in cui Fontana invocava la zona gialla, anche il capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio Regionale, Massimo De Rosa, affondava duro: “Oggi il governatore Fontana si presta a leggere la consueta velina di partito, farcita di attacchi senza senso né riscontri contro i non meglio identificati odiatori della Lombardia, dovrebbe sapere che il Dpcm consente ai governatori delle Regioni, quindi anche a lui, l’autonomia di istituire zone gialle all’interno del territorio regionale, qualora i parametri dimostrino sia possibile farlo in sicurezza.

Ovviamente il governatore per fare ciò che lo stesso Fontana chiede, dovrebbe assumersi in prima persona delle responsabilità. Dovrebbe governare ma, come dimostrano i ripetuti fallimenti della sua amministrazione, non è in grado di farlo. Avanti quindi con gli attacchi, le polemiche strumentali e la propaganda. Tanto a pagare sono gli stessi lavoratori lombardi, che già hanno pagato di tasca loro il prezzo di una settimana di lockdown a causa dell’incapacità di Regione Lombardia di fornire dati corretti”.