Le regole le fissa lo Stato, le Regioni devono adeguarsi. Boccia: “La Calabria già diffidata. Se non ritirerà l’ordinanza nelle prossime ore sarà impugnata”

dalla Redazione
Politica

“Le regole le fissa lo Stato, le Regioni devono adeguarsi. I Governatori adesso collaborano di più, sono responsabili. Siamo stati troppo prudenti? Siamo l’unico Stato che non ha dovuto rinnegare le sue scelte e non è dovuto tornare indietro”. E’ quanto ha detto al Messaggero il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia.  “Non era mai successo nella storia della Repubblica – ha aggiunto – che un’emergenza sanitaria si trasformasse in pandemia. E in questo caso le linee guida le dà lo Stato e le Regioni si devono adeguare e rispettarle; ci sono state discussioni forti, però mai violazioni di regole a parte la Calabria”.

Boccia, a proposito del caso Calabria, ricorda che la governatrice Jole Santelli “già giovedì sera ha ricevuto la diffida e se non ritirerà l’ordinanza nelle prossime ore sarà impugnata domani mattina al Tar”. “La Calabria – aggiunge – fa meno della metà dei tamponi del Trentino Alto Adige avendo il doppio della popolazione. Siccome abbiamo voluto essere rigorosi ma collaborativi, impugnando diamo alla Santelli ancora una chance”. Abbiamo voluto essere “rigorosi ma collaborativi, impugnando diamo alla Santelli ancora una chance. Dopo di che, penso che in un momento come questo nessuno può permettersi di anticipare scelte che non sono considerate sicure, mettendo a rischio la vita di lavoratori e clienti. Questo non è giusto”.

Per i luoghi in cui le curve di contagio sono ancora alte, Boccia dice che una volta “definito il modello di monitoraggio valuteremo i dati giorno per giorno e poi vedremo chi sta sopra o sotto i parametri. I presidenti di Regione sono tutti molto responsabili. E’ evidente che le Regioni che saranno sotto i parametri dovranno aspettare qualche giorno o settimana in più, chi sta sopra potrà lentamente ripartire”. Sulle ‘discussioni’ con il governatore della Lombardia Attilio Fontana, “le valutazioni su come è andata le faremo quando non ci sarà più il coronavirus”.

A proposito di cosa accadrà dopo il 18 maggio: “Decideremo assieme alle Regioni. Però – ha concluso Boccia – ritengo che la strada per le comunicazioni infra-regionali è ancora lunga. Bisogna avere pazienza: nella stagione estiva adatteremo le nostre abitudini di vita alle condizioni epidemiologiche”. “Conte ha la nostra fiducia – ha detto il ministro – il Pd ha dato solo qualche consiglio. E del confronto con Renzi se ne occupa il segretario Zingaretti”. Boccia, infine, trova “sgradevole” in questo momento fare ragionamenti sull’ipotesi di un possibile governo per la ricostruzione a guida Draghi.

Boccia a Mezz’ora in più ha poi ribadito che la Regione Calabria “è andata contro le disposizioni del presidente del Consiglio. Con Santelli giovedì ci siamo parlati, e mi dispiace che non abbia partecipato alla riunione di coordinamento, le ho chiesto di tornare indietro, le ho inviato una lettera di invito trasformata in diffida. Ho trasmesso gli atti all’Avvocatura dello Stato. E’ ufficiale che impugniamo la decisione della Regione Calabria”.