Le sacre casse piangono e ridono

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Di Angelo Perfetti

Parlare di Bilancio della Santa Sede è perlomeno arduo. Gli organismi che in Vaticano costituiscono gli assi portanti della vita ecclesiale e ordinaria, delle scelte economiche, della gestione del patrimonio immobiliare, dell’ordinaria amministrazione, sono infatti l’uno distinto dall’altro, con propri bilanci che non confluiscono in un unico centro di controllo, almeno formalmente.

Scatole… vaticane
L’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica Apsa) ossia ufficialmente la Banca del Vaticano, lo Ior (Istituto per le opere di religione) ossia l’istituto di diritto privato che nella realtà ha operato negli anni come banca d’investimento, il Governatorato (l’organismo che esercita il potere esecutivo nello Stato della Città del Vaticano) e la Santa Sede (che peraltro è anch’essa un’entità distinta dallo Stato della Città del Vaticano) procedono ognuno per proprio conto, come rette parallele i loro bilanci non s’incontrano mai.
I più maliziosi vedono in questo meccanismo la possibilità di muovere più facilmente denaro e patrimonio, ma c’è anche chi sottolinea come questa sia l’organizzazione della Chiesa “ab origine”. Origini che però, almeno per ciò che riguarda lo Ior, non sono certo millenarie ma risalgono al 1942, dunque piuttosto recenti.
Ma tant’è. Bilanci separati e conti distinti. Anche contraddittori, a volte.

Santa Sede in deficit
Il Bilancio consuntivo consolidato della Santa Sede per l`anno 2013 chiude con un deficit di 24.470.549 euro dovuto soprattutto alle fluttuazioni negative derivanti dalla valutazione dell`oro per circa 14 milioni di euro. “Pur
trattandosi di elementi valutativi, e pertanto non effettivamente realizzati – chiarisce il Vaticano, per spiegare il passivo – secondo i principi contabili improntati al criterio della prudenza contenuti nel ‘Regolamento per la redazione dei Bilanci della Santa Sede’, sono stati contabilizzati tra i componenti negativi della gestione finanziaria”.

Tasse e personale
Tra i capitoli di spesa più impegnativi c’è quello relativo al costo del personale, che al 31 dicembre 2013 contava 2.886 unità e pari a circa 125 milioni di euro lordi, e non va trascurato il pagamento di imposte, che gravano sul settore immobiliare, per oltre quindici milioni di euro”.
Governatorato in attivo
Quanto al secondo bilancio, il Governatorato “ha un`amministrazione autonoma ed indipendente da contributi della Santa Sede, e, attraverso le sue diverse direzioni, provvede alle necessità relative alla gestione dello Stato. Il consuntivo 2013 si è chiuso con un saldo attivo di 33.040.583 euro, in aumento di circa 10 milioni rispetto a quello dell`anno precedente”. Al 31 dicembre scorso “risultavano impiegate 1.951 persone”.
Il contributo in base al Canone 1271 del codice del diritto canonico, che corrisponde al sostegno economico prestato dalle circoscrizioni ecclesiastiche di tutto il mondo per il mantenimento del servizio che la Curia Romana presta alla Chiesa universale – una sorta di “tassa” delle diocesi di tutto il mondo per il Vaticano – “è passato da 22.347.426 euro, del 2012, a 22.435.359 euro, restando quindi stabile”.

Unione di fatto

Il consuntivo 2013 dunque si è chiuso con un saldo attivo di 33.040.583 euro, in aumento di circa 10 milioni rispetto a quello dell’anno precedente. “Considerando, com’è normale, i risultati dei due Bilanci nel loro complesso, risulta un attivo di circa 10 milioni di euro”, si legge nel Bollettino della Santa Sede. Il Consiglio dell’Economia, presieduto dal cardinale di Monaco Marx, ha preso nota della dichiarazione dell’External Auditor, secondo cui “in tutti gli aspetti più importanti, la posizione finanziaria dello Stato della Città del Vaticano è corretta.

LO IOR PAGA I PASSI FALSI. L’UTILE CROLLA DI 84 MILIONI

Di Fabrizio Gentile

Lo Ior, completata la “Fase 1” della riforma, con il risanamento delle situazioni di rischio, l’assorbimento degli investimenti sbagliati “ereditati dalle gestioni precedenti” e la chiusura dei rapporti con oltre 3.300 clienti – tra conti “dormienti” e “laici” -, cambia ora veste e funzioni e rinnova l’intera governance.

La fase due
Con l’annuncio, in una conferenza stampa del prefetto per l’Economia card. George Pell, della presidenza affidata al francese Jean-Baptiste De Franssu, della nuova composizione del Consiglio e del nuovo staff dirigenziale, si avvierà la “Fase 2” dell’Istituto, che dall’assimilazione delle ormai collaudate pratiche di trasparenza e antiriciclaggio ripartirà ora con la nuova forma voluta da papa Bergoglio e dai cardinali del “C9”, più aderente alla missione di esclusivo sostegno delle attività della Chiesa. Intanto, il presidente uscente, il tedesco Ernst von Freyberg, lascia un bilancio 2013 in cui, sì, crolla l’utile netto (2,9 milioni di euro contro gli 86,6 dell’anno precedente, in conseguenza anche dei costi della riforma e di passi falsi compiuti da passate dirigenze) ma che riesce comunque a garantire 54 milioni accantonati per il budget della Santa Sede, cioè per le opere caritative o di evangelizzazione del Papa. Pubblicando i risultati dell’ultimo esercizio, con un utile diminuito di ben 83,7 milioni rispetto al 2012, lo Ior specifica che esso “è stato significativamente influenzato da oneri di natura straordinaria, da rilevanti rettifiche sul valore dei fondi di investimento gestiti da terzi negoziati nel 2012 e inizio 2013 e dalla forte diminuzione del valore dell’oro”.

Scelte inopportune
A pesare con un passivo di 14,4 milioni, tra le altre cose, sono oneri comprendenti l’operazione Lux Vide voluta a partire dal 2011 dal cardinale Tarcisio Bertone (prestito obbligazionario alla casa produttrice tv fondata da Ettore Bernabei), vero e proprio “buco” nel bilancio, così indicato: “cessione a titolo di liberalità di titoli pari a 15,1 milioni in favore di una fondazione della Santa Sede”. Ci sono anche 5,7 milioni di “svalutazioni” che comprendono il deprezzamento di 3,2 milioni per il sostegno finanziario alla diocesi di Terni finanziariamente in pessime acque. Nonostante tutto, “lo Ior si rende disponibile a contribuire per 54,0 milioni al budget della Santa Sede”.