Le strisce delle zebre?

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Nel mondo animale sono tantissimi i fenomeni inspiegabili. Si parte dal comportamento dei delfini ai colori di molti esemplari. Ma dagli Usa arriva la risposta a un quesito che in molti si sono posti: perché le zebre hanno quel manto?
Alcuni ricercatori della University of California hanno lavorato sui dati e hanno finalmente risolto il mistero che ha portato il cammino evolutivo a decorare questi animali con le loro tipiche strisce bianconere.

Da molto tempo scienziati di tutto il mondo si chiedono qual leva evolutiva abbia spinto le zebre a dotarsi di un mantello senza eguali in natura, che non risponde ad esigenze mimetiche utili a sottrarsi ai predatori e che non offre altri vantaggi apparenti.

I ricercatori californiani hanno ora scoperto che una tra le ipotesi formulate in passato è esatta: le zebre hanno sviluppato una pigmentazione del manto per difendersi dall’aggressività delle mosche.
Nella ricerca pubblicata su Nature Communications gli studiosi spiegano che l’analisi dei dati della distribuzione delle zebre combaciano con quelli che segnalano la presenza di mosche portatrici di malattie, contro la quali gli animali sarebbero diversamente poco protette perché il loro pelo è troppo corto e la loro pelle non è abbastanza coriacea.

A spingere gli scienziati a sospettare che fosse proprio questa la spinta evolutiva che ha prodotto il manto delle zebre è stata l’osservazione del comportamento delle mosche, che evitano le superfici rigate in bianco e nero.
La deduzione scientifica è che l’unica costante nelle zone abitate dalle zebre è la presenza di mosche feroci e dedite a pungere i mammiferi a ra resta solo da capire perché le mosche evitino le superfici a righe bianche e nere.

Ma per un mistero risolto ne spunta un altro . Perché le mosche evitano le superfici zebrate?