Le Unioni civili del centrodestra: da Sacconi alla Lega tutti insieme per il referendum anti-coppie gay

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Il Centrodestra fa prova di unione. Contro le Unioni civili. Alla Camera, infatti, hanno presentato l’iniziativa per promuovere un referendum che possa abrogare l’ex ddl Cirinnà, approvata mercoledì scorso con la fiducia posta dal Governo. E ci sono effetti (minimi) anche sulla maggioranza: il senatore Maurizio Sacconi e il deputato Alessandro Pagano di Area Popolare (Ncd più Udc) si sono presi una “pausa di riflessione”. Un preludio al trasloco nelle fila delle opposizione. Ma l’abbandono di un senatore non crea grossi disagi al Governo, che continua ad avere numeri solidi grazie all’appoggio costante del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Ala) di Denis Verdini. Tuttavia è complicato rilanciare un’alleanza organica di moderati e conservatori: l’unità esiste solo contro le Unioni civili.

“Su questa battaglia per quanto riguarda il merito e il metodo si è riunita tutto il centrodestra”, ha affermato Gaetano Quaglieriello, che ha lasciato il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano per fondare il Movimento Idea, pronto ad accogliere proprio Sacconi (mentre Pagano è dato in avvicinamento alla Lega). L’attacco è rivolto anche al contenuto del testo: “C’è una discriminazione tra l’ipotesi di una convivenza fra coppie etero e l’ipotesi di una convivenza fra coppie omosessuali”. Il senatore leghista, Gian Marco Centinaio, ha lanciato una provocazione: “Voterò questa legge quando Renzi mi farà vedere che due uomini o due donne potranno far nascere un bambino”. E l’altro senatore, Carlo Giovanardi, aderente a Idea, ha ribadito: Dal momento che non ci è stato possibile votare gli emendamenti né alla Camera né al Senato, la strada referendaria è l’unica possibile. Intanto il 20 maggio la Corte discuterà del ricorso di 50 senatori su conflitto di attribuzione”.

Prove di Unione già fallite
Ma in Forza Italia non tutti sono d’accordo con l’opposizione alle Unioni civili. Mettendo a rischio qualsiasi operazione di ricongiungimento, partendo dai temi etici. L’ex ministra Mara Carfagna ha infatti ribadito il sostegno alla legge, peraltro ampiamente annunciato insieme ad altri colleghi degli azzurri. “È scritta male, confusa, invasiva dei rapporti privati nella parte sulle convivenze, ma è la prima disciplina sulle Unioni civili che il nostro Paese abbia mai avuto”. Una posizione simile è stata presa da Daniele Capezzone, deputato di Conservatori e Riformisti. “Il referendum è un errore politico grave. Chi lo fa si prepari a una clamorosa sconfitta, come e peggio di come accadde a Fanfani nel 1974 contro il divorzio. Povero centrodestra se segue quella linea nel 2016”. L’ex segretario dei Radicali ha anche spiegato: “Personalmente, ho votato sì alla legge e no alla fiducia. E ho criticato nel merito gli aspetti troppo statalisti della legge. Ma ho votato a favore, perché mi pareva inconcepibile che nell’Italia del 2016 non fossero ancora riconosciute unioni civili e coppie di fatto, come accade ovunque – pressoché senza eccezioni – nell’Occidente avanzato. A partire dall’Inghilterra guidata dai Conservatori”

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