Alla Lega piacciono i navigator, ma solo per i gatti. Presentata dal partito di Salvini una proposta di legge sugli addetti all’anagrafe felina

Salvini gatti
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Non c’è solo Salvini ad appassionarsi dei gatti. Il Capitano visita i gattili, riempie i post di animali domestici ed è arrivato anche a lanciare l’hashtag #gattiniconsalvini. Gli amici pelosi però sembrano essere una priorità in generale per la Lega. Altro che Green Pass e Pnrr. Sul Carroccio vogliono far salire soprattutto mici e micie. Vogliono la massima tutela per i gatti, l’anagrafe felina e pure personale dedicato, facendo spuntare dopo i navigator i coadiuvanti.

Tutto messo nero su bianco in una proposta di legge presentata dal deputato Filippo Maturi, imprenditore di Bolzano eletto nel Lazio, e non a caso responsabile del dipartimento per la tutela degli animali. Un’iniziativa subito sottoscritta da 21 colleghi. Una norma “per il contenimento del randagismo felino, l’istituzione dell’anagrafe felina e altre disposizioni in materia di gestione delle colonie feline e di benessere degli animali”. Per il Carroccio gli amici pelosi sono una priorità: “La gestione dei felini che vivono in libertà è la prima emergenza sul fronte della salute animale”.

Non c’è controllo. E oltre a voler vigilare sui confini i leghisti sembrano intenzionati a controllare pure la riproduzione dei gatti. “Molti gatti di proprietà, nati in ambiente domestico e liberi di circolare senza essere stati sottoposti a sterilizzazione chirurgica – sostengono – hanno continuato a riprodursi e ad aumentare il numero di felini vaganti in assenza di una procedura di identificazione che permettesse ai Comuni di identificare velocemente e con certezza quali fossero i gatti che vivono in libertà e quali invece fossero di proprietà”.

Ma gli uomini del Capitano hanno la soluzione. Anzi le soluzioni. Per Maturi & C. va subito realizzata l’anagrafe felina, con l’obbligo di iscrizione in tutto il territorio nazionale, va inserito un microchip sugli animali, e fatta la sterilizzazione di tutti i gatti lasciati liberi di vagare. Tutto ovviamente ben finanziato con l’istituzione di un apposito fondo, da ripartire tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

I 22 leghisti intendono inoltre perimetrare le colonie fenile e far scendere in campo i volontari, i coadiuvanti appunto, da inscrivere in un apposito registro, cui assegnarne la supervisione e la cura, oltre a istituire appositi corsi di formazione che rendano i volontari idonei a occuparsi dei gatti in libertà. E la spesa? Due milioni di euro solo nel 2021. Tanto per partire.