Lega sconfitta dal RamaTar. Vince il diritto alla moschea

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di Clemente Pistilli

Tempi duri per la Lega. Dopo il ciclone rappresentato dalle inchieste sull’ex tesoriere Francesco Belsito e il recente arresto del sindaco di Adro, mentre infuria la battaglia per la segreteria, una doccia fredda per le camicie verdi arriva anche dal Tar della Lombardia. Accolto il ricorso dell’Associazione comunità islamica ticinese e annullato il piano urbanistico del Comune di Sesto Calende (Varese), negli ultimi anni balzato spesso agli onori delle cronache per i rapporti piuttosto tesi con la comunità musulmana: il sindaco leghista sestese si deve arrendere e trovare un luogo da destinare al culto islamico.

Politico sceriffo
Giunto a Palazzo, Marco Colombo è stato uno dei leghisti che hanno fatto parlare di sé. Un caso quello del tentativo del primo cittadino di eliminare dagli scaffali della biblioteca comunale il saggio L’idiota in politica, della francese Lynda De Matteo, critico con il partito fondato da Umberto Bossi, e del braccio di ferro tra il sindaco e la bibliotecaria. Recente la polemica con l’opposizione per non aver esposto la bandiera nazionale a lutto in omaggio alle vittime del naufragio di Lampedusa. Ma le battaglie più note del primo cittadino di Sesto Calende sono state proprie quelle con la comunità musulmana. “Finché ci siamo noi i musulmani non potranno pregare in comunità”, disse. Con un’ordinanza del 2011, giustificata con problemi di mancate autorizzazioni e di igiene e sanità pubblica, Colombo ordinò la chiusura di una struttura utilizzata per la preghiera dagli islamici, in via Cavour, mentre l’anno prima aveva vietato l’impiego come luogo di culto dei campi da tennis. Lo scorso anno, infine, è stato varato dall’ente pubblico il piano di Governo del territorio, dove non è stata prevista un’area da destinare al culto dell’Islam.

Piano urbano impugnato
L’Associazione comunità islamica ticinese, che in passato dinanzi ai molti no del primo cittadino ha chiesto ospitalità per delle celebrazioni ai Comuni vicini, questa volta ha deciso di rivolgersi alla giustizia e ha impugnato il piano varato dal consiglio comunale. I musulmani hanno presentato ricorso al Tar, sostenendo che a Sesto Calende era stata violata la legge regionale del 2005, che impone ai Comuni di destinare delle zone al culto. Un ricorso contro il Comune e contro la Provincia di Varese, retta dal leghista Dario Galli, già deputato e senatore, consulente di Roberto Maroni per la macroregione del Nord e voluto da Giulio Tremonti nel CdA di Finmeccania.

Stop dei giudici
Dinanzi ai giudici amministrativi di Milano, l’amministrazione Colombo si è giustificata sostenendo che la richiesta dei musulmani di uno spazio per la preghiera non poteva essere accolta, in quanto avrebbe avuto un “forte impatto sociale”. Ma dura lex sed lex. Il Tar meneghino ha sottolineato che la normativa regionale su cui battono gli islamici non subordina “la possibilità di destinare aree ed attrezzature religiose al gradimento o alla condizione della tolleranza sociale da parte della maggioranza della popolazione residente”. Il piano anti-mosche è stato così annullato dai giudici, che hanno obbligato il Comune a rivalutare l’istanza presentata dalla comunità islamica. Colombo finirà alle prese col ramadan.

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