La Lega frana pure in Veneto. Il sindaco di Verona Sboarina va con la Meloni. Campagna acquisti di Fratelli d’Italia nella storica roccaforte leghista

Verona Sboarina
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Lo definisce “un ritorno a casa” la leader la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: l’ingresso nel suo partito del sindaco di Verona Federico Sboarina rappresenta un’ulteriore conferma di quanto oggi, nell’area di centrodestra, il soggetto con più appeal e capacità attrattiva sia proprio FdI. “Si allarga sempre di più la grande famiglia dei ‘Patrioti italiani’. Proprio qui – ricorda Meloni – siamo riusciti a raccontare meglio il nostro disegno inclusivo, alle ultime elezioni regionali FdI prese il 17% a Verona. Oggi ci arricchiamo con Sboarina, un pezzo da novanta”.

Un bel colpo, in effetti, nella terra storica della Lega, il Veneto del doge Zaia, in quella Verona guidata per due mandati fino al 2017 dall’ex esponente di spicco del Carroccio – da cui è stato espulso nel 2015 – Flavio Tosi (che, per inciso, a proposito dell’attuale segretario ebbe a commentare nel 2019: “Conte? Un gigante rispetto al nanetto politico ex comunista padano Matteo Salvini”, tanto per citare solo una delle tante “affettuosità”… ).

Sboarina, esordio come consigliere comunale di Alleanza nazionale e poi eletto sindaco come indipendente di destra, ieri ha invece ringraziato l’ex ministro dell’Interno: “Non c’è una volta in questi 4 anni che non abbia trovato in Salvini una persona vicina, che non mi abbia ascoltato. Da questo punto di vista nel mio rapporto con gli alleati e con la comunità non è cambiato assolutamente nulla. Rimango nel gruppo consiliare di ‘Battiti’ (una delle due liste civiche che lo hanno sostenuto alle elezioni, ndr) e aderisco a livello nazionale a quella parte politica a cui mi sento di appartenere da sempre per principi e battaglia identitaria”.

A pochi giorni dall’arrivo in FdI di Vincenzo Sofo, eurodeputato eletto con la Lega in Calabria (regione peraltro dove si sta registrando una fuga in massa dal Carroccio, basti pensare alla cinquantina fra militanti ed eletti a Crotone che in questi giorni hanno abbandonato il partito), la Meloni porta dunque a casa un altro risultato. “A me pare – ha spiegato la leader dell’opposizione – che oggi vantiamo la miglior classe dirigente rispetto a tutti gli altri partiti del Parlamento. Dovendo sudarci tutto, ogni singolo passo in avanti non potevamo permetterci di candidare personaggi che non avevano nulla a che fare con la politica ma che rappresentavano solo se stessi”.

E ancora: “Se Fratelli d’Italia cresce lo deve alla sua classe dirigente”. In effetti, almeno stando ai sondaggi, le sue parole non possono essere smentite: l’istituto demoscopico Swg ha pubblicato, per conto del Tg La7, le intenzioni di voto (al 14 giugno) degli italiani e, se è vero che la Lega mantiene almeno virtualmente la testa della classifica del consenso con il 20,9%, FdI dista meno di un punto percentuale, attestandosi al 20,4%. E soprattutto il partito di Salvini, rispetto alla settimana precedente, registra un calo di mezzo punto percentuale mentre quello della Meloni al contrario cresce dello 0,3%.

Insomma, il trend è quello di un sorpasso da tempo annunciato, con Giorgia che gioca la sua partita in vista della conquista della leadership della coalizione: emblematico, in questo senso, il suo silenzio sull’idea lanciata ieri da Silvio Berlusconi di dare vita ad un partitone unico di centrodestra con tutti dentro compreso FdI, così come starà alla finestra rispetto al progetto di federazione tra Forza Italia e Lega – proposto da Salvini – le cui “regole di funzionamento” verranno peraltro discusse oggi dai vertici dei due partiti dopo la riunione di coalizione sulle amministrative d’autunno.