Legge di Bilancio, è rissa persino sui relatori. Pd e Leu puntano su Errani e provano a far fuori i Cinque Stelle. L’ultima parola spetta al presidente della Commissione Pesco

manovra bilancio Pesco
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Sarà già mission impossible trovare la quadra sulle modifiche alla Manovra da poco approdata al Senato. Ma qui siamo oltre. La maggioranza non riesce a trovare la quadra neanche sulla scelta dei relatori. Nel corso dell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio si sono spaccati i giallorossi. Pd e Leu hanno indicato Vasco Errani come relatore da affiancare a un senatore indicato dalla componente di centrodestra della maggioranza. Ma il M5S si è opposto.

Una soluzione, hanno spiegato i pentastellati, potrebbe essere quella di allargare il numero dei relatori. Ma i dem hanno respinto al mittente la richiesta. “Sui relatori – ha spiegato Alan Ferrari, vicepresidente del gruppo – voglio essere molto netto: siano persone di riconosciuta esperienza, siano non più di 2, sarebbe ridicolo se fossero 3 o 4”. Il ragionamento dei dem è che il Movimento sia sufficientemente rappresentato dal momento che la commissione Bilancio è presieduta da un senatore 5 Stelle (Daniele Pesco, nella foto) e che la viceministra al Mef, Laura Castelli, che seguirà i lavori a Palazzo Madama è pure lei del Movimento. Al termine dell’Ufficio di presidenza è emerso che una decisione definitiva sarà presa, come suo compito, dal presidente Pesco.

Il nodo deve essere sciolto entro mercoledì: data di incardinamento del provvedimento in Commissione. Ebbene, tra l’ipotesi di due relatori e fra quella che ne contempla tre alla fine potrebbe imporsi una terza via. Quella di un relatore unico e, da regolamento, potrebbe essere lo stesso presidente pentastellato della Commissione.

“Registriamo in queste ore alcune accuse del tutto infondate e fuori luogo al M5S a proposito della gestione della Legge di bilancio in Senato – ha detto oggi il vicepresidente gruppo M5S al Senato, Marco Pellegrini -, con particolare riferimento alla non ancora intervenuta individuazione del relatore. Si tratta di accuse strumentali, come quelle rivolte in un’intervista odierna dall’ex capogruppo del Pd Luigi Zanda, a cui forse sfugge la visione d’insieme. Vorrei rammentare a Zanda, e tutti quelli che esternano inserendosi nella sua scia, che il MoVimento 5 Stelle è il gruppo di maggioranza relativa in Parlamento e avrebbe tutto il diritto, nel caso, di avere un relatore alla Legge di bilancio”.

“Nessuno ha mai garantito che l’incarico di relatore sarebbe stato assegnato a Vasco Errani – aggiunge l’esponente M5S -, pur nel rispetto e nella considerazione per la persona. Il presidente M5S della Commissione bilancio, Daniele Pesco, ha avanzato agli altri gruppi una proposta di nomina di tre relatori: uno per il M5S, uno per le forze di centrodestra e uno per quelle di centrosinistra. Proposta che non e’ stata accolta. A questo punto lo stesso presidente della commissione Bilancio può esercitare tutte le prerogative che gli competono nell’individuare il relatore della legge di Bilancio, prerogative che vengono normalmente esercitate dai presidenti di commissione del Pd e delle altre forze politiche”.

“Infine – conclude Pellegrini – faccio notare che le dichiarazioni di Zanda, e simili, vanno contro ogni spirito di conciliazione e sono a maggior ragione intempestive se si considera che a voler rompere gli equilibri non è certo il M5S, ma i partiti di destra che, con Italia Viva, ieri hanno votato emendamenti al Dl Capienze facendo andare sotto il governo. Il M5S non ha intenzione di prestare il fianco a risibili insinuazioni ma di esercitare appieno il suo ruolo di prima forza politica”.