Stabilità, al Senato è un vero e proprio Carnevale. Tra gli emendamenti i soliti regali. Richieste assurde: dalle manifestazioni carnescialesche ai sepolcri

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Erano 3800. Ora, pian piano, cominciano ad essere sfoltiti. Eppure restano anche tra quelli che si sono “salvati” dalla scure della commissione Bilancio tanti emendamenti bislacchi, microfinanziamenti dubbi, piccoli favori e via dicendo. D’altronde lo sappiamo: quello della legge di stabilità è un mega calderone per il quale spesso tutti, dal governo al singolo parlamentare, provano ad allungare la mano per inserire la norma o il codicillo che, non si sa mai, può sempre tornare utile.

VACCHE MAGRE E VACCHE GRASSE
E allora, così come capitato alla Camera, anche a Palazzo Madama spuntano diverse proposte di modifica tra quelle presentate che lasciano quantomeno sbigottiti. La piddina Maria Teresa Bertuzzi, per dire, ha pensato che “tra gli interventi prioritari da realizzare” ci debba essere necessariamente “un programma volto a favorire la tutela e lo sviluppo delle attività e delle manifestazioni del Carnevale, definendo le risorse ad esso destinate ed il relativo cronoprogramma”. In periodo di magra è proprio quello che ci vuole: pensare al martedì grasso.

UNA PIOGGIA DI FINANZIAMENTI
Ma non è finita qui. Perché finanziamenti si chiedono per qualsiasi cosa. A cominciare dal governo che nelle 170 pagine di emendamenti presentati in commissione, inserisce una pioggia di fondi e sussidi. A cominciare dai 15 milioni per la “Fabbrica del Duomo” per la manutenzione straordinaria in vista di Expo, per finire con i 30 milioni stanziati in 3 anni per garantire “i collegamenti di servizio di trasporto marittimo veloce nello Stretto di Messina”. Ma, ovviamente, anche i senatori hanno fatto del loro meglio. E così, tra i 3800 emendamenti, spunta quello che chiede maggiori fondi alla “Società studi fiumani” o quello di Stefano Vaccari (sempre Pd) che dedica la sua attenzione ai sepolcri, proponendo una detrazione dall’imposta lorda pari al 36% per le spese effettuate su “tombe, cappelle, sepolcri e manufatti cimiteriali in genere”. Non mancano, ovviamente, i finanziamenti per strade locali e provinciali. Come i 20 milioni richiesti dalla Lega Nord per la “realizzazione della Galleria di Coltrondo, nel territorio di Comelico”. Ed è sempre la Lega che chiede 80 milioni in favore del Veneto (proprio in favore del Veneto di Luca Zaia) per la “realizzazione del canale scolmatore per la diversione delle piene del sistema Brenta-Bacchiglione, sul tracciato del vecchio progetto di idrovia Padova-Venezia”.

OCCHIOLINO A CHIESA E ATENEI PRIVATI
Non manca, ancora, l’occhio di riguardo per la Chiesa. Tanto che il senatore Vittorio Zizza (Forza Italia) ha proposto di riservare “il 10 per cento del fondo della tutela del patrimonio culturale” previsto nello stato di previsione dal Ministero dei beni e delle attività culturali alla Chiesa Cattolica. Quasi come se i soldi per i beni di proprietà dello Stato fossero talmente tanti da avanzare pure. Chiudiamo con l’emendamento di un altro Azzurro, Ciro Falanga, che chiede di incrementare il Fondo Ordinario delle Università di 10 milioni. Ottima idea, qualcuno potrebbe pensare. Peccato che più avanti precisi che tale maggiore spesa “è destinata alle Università non statali legalmente riconosciute”. Il perché resta un mistero.

 

@CarmineGazzanni

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Ci mancava il regalo ai mafiosi

Partito come un venticello, il soffio della restaurazione sta diventando un tornado. Draghi a Palazzo Chigi ne è di per sé il sigillo di garanzia, ma siccome il suo è definito da stampa e poteri forti il “Governo dei migliori”, c’è chi ha deciso di

Continua »
TV E MEDIA