Legge elettorale in dirittura d’arrivo: confermati i capilista bloccati, stop alle pluricandidature. Forzatura sui collegi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La nuova legge elettorale è in dirittura d’arrivo. Il testo sarà a breve approvato dalla commissione Affari costituzionali alla Camera nella versione predisposta dal deputato del Pd, Emanuele Fiano. ” Abbiamo scelto di usare un metodo obiettivo per la definizione dei collegi ossia quelli del Mattarellum per evitare la ciritica che li avevamo disegnati su misura ma c’è la delega al governo molto ampia e si valuterà se i dati del censimento vanno aggiornati”, ha spiegato l’esponente dem. “È un fatto politicamente molto rilevante che la legge venga approvata dall’80% delle forze politiche presenti in Parlamento e pacificamente perché le regole vengono approvate insieme e non contro qualcuno”, ha concluso Fiano.

Nel dettaglio la legge elettorale ha confermato l’impianto con i capilista bloccati, ma in caso di “ripescaggio” dei candidati (tra quelli da assegnare per le liste che non raggiungono il 5%) nei collegi uninominali. Confermato, inoltre, lo stop alle pluricandidature. Qualche dubbio, comunque, permane: in particolare per quel che riguarda la formazione dei collegi. “Ciò che desta perplessità è la fretta con cui si intendono disegnare i collegi, rompendo una modalità che ha sempre consegnato al Viminale, d’intesa con l’Istat, il compito di definirli. È uno strappo che può essere capito solo con la volontà di correre verso il voto ad ottobre. Ma ne siamo davvero convinti?”, ha sottolineato il presidente del gruppo Misto, Pino Pisicchio, esperto di sistemi elettorali. Anche il presidente della commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti, ha attaccato su questo aspetto: “Il tema dei collegi è quello al centro di più polemiche. Sia per l’età dei collegi che sono riferiti alla legge del 1993, sia per come sono stati accorpati quelli del Senato su cui c’e’ stato un lungo dibattito che penso che continuerà in aula”.

Intanto da Forza Italia arriva la rivendicazione del lavoro fatto. “L’ampia condivisione delle forze politiche sulla legge elettorale risponde all’appello del Capo dello Stato”, ha commentato il senatore azzurro, Renato Schifani. “Il sistema proporzionale obbedisce al principio della coerenza tra voti ottenuti e seggi attribuiti, mentre le recenti assicurazioni del presidente Berlusconi sulla strategicità di una alleanza di centrodestra respingono al mittente le insinuazioni di futuri governi di Forza Italia con la sinistra”, ha concluso. Fratelli d’Italia ha polemizzato con durezza, invece, sul testo definitivo: “In un colpo solo si cancella la democrazia dell’alternanza e si azzera il potere dei popolo, con il bene placido del rottamatore d’assalto, del campione della rivoluzione liberale e del fenomeno dell’antipolitica. Tre rinnegati”, ha commentato il capogruppo di Fdi-An, Fabio Rampelli, criticando l’asse Berlusconi-Grillo-Renzi.