Legge Salvamare, cos’è e cosa prevede il testo approvato al Senato

Legge Salvamare
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Legge Salvamare finalmente ha superato anche la seconda approvazione in Parlamento. Tra non molto si darà la possibilità ai pescatori di contribuire alla pulizia del mare.

Legge Salvamare, cos’è

La Legge Salvamare finalmente vede la luce. In questo modo presto si permetterà ai pescatori di portare nei porti la plastica che recuperano accidentalmente in mare con le reti durante la pesca. Inoltre, verranno previste delle misure premiali nei confronti dei comandanti dei pescherecci soggetti al rispetto degli obblighi di conferimento dei rifiuti accidentalmente pescati.

Grazie a questa legge, i rifiuti che arriveranno in porto verranno ritirati dall’autorità portuali e portate in isole ecologiche, per poi riciclarli. I  costi di gestione di questo tipo di rifiuti sono coperti con una specifica componente che si aggiunge alla tassa o tariffa sui rifiuti. Prima i pescatori dovevano ributtarla in mare, altrimenti rischiavano una denuncia penale per trasporto illegale di rifiuti.

Cosa prevede il testo approvato al Senato

Dopo il passaggio positivo alla Camera, il testo della legge è stato approvato anche in Senato. Il via libera è arrivato con 198 “Sì”, nessun contrario e 17 astenuti. La legge, che è arrivata per la prima volta alla Camera nel 2019, venne presentata dal ministro dell’Ambiente di allora, Sergio Costa, che ha commentato così su facebook: «Sono felicissimo, emozionato e commosso. La perseveranza, la testardaggine, la voglia, la passione, con un pizzico di pazzia parlamentare, hanno trasformato un’idea in una legge che fa bene al mare e all’Italia».

Tuttavia, secondo l’associazione ambientalista Wwf, la legge superare ancora dei punti non chiari: «Non viene posto freno alla cattiva gestione della posidonia oceanica spiaggiata che – spiegano -, che rappresenta un elemento essenziale per la biodiversità degli ecosistemi costieri e garantisce una protezione naturale dall’erosione costiera». L’associazione ha mosso inoltre una critica alla scelta di togliere l’articolo 12, che avrebbe introdotto disposizioni in materia di prodotti che rilasciano microfibre in plastica che inquinano i mari.

 

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