Legge Stabilità, l’ultimo grido delle Province

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dalla Redazione

Saranno state anche trasformate in enti di secondo livello, ma le province italiane sono sempre lì. O meglio sono le funzioni che restano lì sempre le stesse dall’ambiente alle scuole, passando per il trasporto pubblico e la pianificazione del territorio. E ora rischiano il default. A mettere in guardia il Governo è l’Upi, l’unione delle province italiane: “Se vogliano evitare il default e lo stop delle funzioni essenziali è necessario che il governo riduca il taglio da 1 miliardo di euro alle Province e alle città metropolitane”. L’allarme è stato lanciuato dall’Upi in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla legge di Stabilità. L’altra soluzione, secondo il rappresentante delle Province, sarebbe quella di “spostare, da subito nella legge di Stabilità quelle funzioni che la legge Delrio toglie dalla gestione delle Province: formazione professionale, trasporto pubblico locale, centri per l’impiego, cultura, turismo, sociale, agricoltura. Altra soluzione, per evitare il dissesto se non si vuole ridurre il taglio, non c’è”. Sulla stessa linea il presidente dell’Anci, Piero Fassino: “Il taglio di un miliardo per città metropolitane e Province rischia di far andare in default questi nuovi enti”.