Renzi ora vuole il cucuzzaro ed è già al lavoro per la Leopolda. La convention dovrebbe tenersi a partire dal 15 novembre. E il premier sogna Obama e la Merkel sul palco

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La macchina organizzativa è già in moto. E a Firenze giurano che non sarà il solito evento, ma un eventone. Di quelli da lasciare tutti a bocca aperta, dove esserci conterà davvero, se qualcuno vuole contare nel magico mondo del premier. Del resto il cosiddetto giglio magico di Matteo Renzi si basa solo e soltanto sulla completa aderenza acritica da parte degli adepti nei confronti del capo del governo: affidabilità e cieca adesione in cambio di promozioni e poltrone. E cosi la prossima Leopolda rischia davvero di trasformarsi nella stazione di testa della nuova stagione del renzismo, che sta assaporando il gusto della totale  presa della Bastiglia senza una rivoluzione cruenta ma viscerale, avendo già saldamente in mano la piazza. In fondo la convention ideata da Matteo Renzi nell’ottobre del 2010 è sempre stata una sorta di grande casting per i nuovi adepti, mentre per i vecchi affiliati rappresenta il rito purificatore e salvifico, come il viaggio alla Mecca per i musulmani. Per ora manca ancora la conferma ufficiale sulla data prescelta, ma il fine settimana che sarebbe stato individuato dallo staff renziano sarebbe quello che va da venerdì 13 a domenica 15 novembre. Ancora da decidere il tema della tre giorni che si svolgerà nella ex stazione ottocentesca della Leopolda, anche se Renzi vorrebbe puntare sulle tante “cose fatte dal suo governo”, compresa la riforma del Senato. La settimana di novembre che si aprirà lunedì 9 sarà particolarmente intensa e calda per la città di Firenze. In quel giorno, infatti, sarà inaugurato il quinto Convegno Ecclesiale Nazionale voluto dalla Cei, che martedì 10 vedrà la visita di Papa Francesco. Il 10 sarà a Firenze anche il premier Renzi per ricevere il Pontefice, che poi vorrebbe tornare nel capoluogo toscano per i tre giorni leopoldini del 13, 14 e 15 novembre. Ma com’è ormai tradizione, visto che la Leopolda è arrivata alla sesta edizione, la data diventerà ufficiale solo quando verrà annunciata dalla Enews diffusa dal premier Renzi. Gioco del calendario a parte, sta di fatto che dietro a questo vero e proprio tour de force non è difficile intuire la valenza politica: spostare sulle rive dell’Arno i riflettori della politica internazionale. Gli addetti ai lavori con confermano né smentiscono ma all’interno del cosiddetto “popolo” renziano alberga l’idea di allargare questa edizione ai grandi big internazionali, pescando magari oltre oceano. Questo garantirebbe al premier quel salto di qualità, quel cambio di passo che va cercando da tempo, ma ancora non è riuscito ad inanellare. Insomma Obama e la Merkel non sono un sogno ma una legittima aspirazione. Qualche vago cenno di quello che potrebbe essere lo ha offerto la recente kermesse di Trieste che ha visto il ministro Maria Elena Boschi dominare su tutti. Organizzato dall’europarlamentare del Pd Isabella De Monte, con il supporto del gruppo dei socialisti e democratici al parlamento europeo, l’Open intitolato “Ancora Europa”  si è articolato in due giornate di incontri multitematici con una veste innovativa, sei panel di dibattito, trenta relatori, infine quattro interviste su temi di grande attualità nazionale. Tra i protagonisti della due giorni il ministro Boschi e la presidente della Regione nonché vicesegretaria nazionale del Pd Debora Serracchiani. Insomma l’Europa come traguardo e non  più come frontiera.