L’esercito per completare la Metro C a Roma. La provocazione del Codacons per completare l’opera nella Capitale

di Paola Alagia
Cronaca

Che la divisa eserciti un certo fascino è risaputo. E neanche il Codacons, capitanato da Carlo Rienzi, disdegna la mimetica. L’associazione, per bocca del suo presidente, di fronte allo stallo dei lavori della metro di Roma ha chiamato in soccorso addirittura il Genio militare per completare l’opera. Proprio quel corpo, composto da ingegneri, architetti e geometri,  che già in epoca romana svolgeva il compito di realizzare infrastrutture di supporto all’attività di combattimento.

NON È UNO SCHERZO
Sembra una boutade ma non lo è. È tutto vero. Come, d’altronde, è vero che all’ombra del Cupolone ogni giorno i cittadini romani combattono la loro battaglia di sopravvivenza. Visto lo stato di totale sbando in cui versa la Capitale. Rosicchiata dai topi e stressata da traffico. Con un trasporto pubblico carente e il bubbone dei rifiuti sempre pronto a esplodere. Mentre il degrado a poco a poco le sta divorando l’anima. Che c’è di male, dunque, a chiedere aiuto ai militari? Soprattutto dopo la decisione della giunta capitolina di chiudere una volta per tutte la società Roma Metropolitane. Proprio ieri, infatti, in Aula Giulio Cesare, il sindaco Virginia Raggi ha celebrato il de profundis della partecipata capitolina, definendola “una società che ha chiaramente fallito l’obiettivo per cui era stata creata. Ha generato perdite per la società stessa e costi enormi per la collettività”.

Giustamente il Codacons, che più di una volta ha denunciato gli sprechi nella realizzazione della Metro C, pur condividendo la scelta del Campidoglio, non ha potuto fare a meno di denunciare il rischio caos che potrebbe discenderne. Prima di proporre la soluzione ‘militare’. Ma quella nelle forze armate non è una infatuazione dell’ultima ora. Già a maggio del 2011, infatti, sempre Rienzi, di fronte all’emergenza rifiuti a Roma, chiese all’allora premier Silvio Berlusconi di adottare provvedimenti analoghi a quelli previsti per Napoli, inviando l’esercito a Roma allo scopo di ripulire la città.

PER TUTTE LE STAGIONI
Militari buoni per tutte le stagioni. Anche quando nevica, per esempio, e c’è da spalare la neve. Durante la nevicata del febbraio 2012, giusto per rimanere all’ombra del Colosseo e dintorni, l’esercito fu in prima fila nel soccorso di passeggeri rimasti intrappolati sui treni. Non che nel resto d’Italia le cose cambino. Da sempre sotto finanziato, insomma, l’apparato militare torna sempre utile. Sia che si tratti di presidi antiterrorismo e sia che si tratti di eventi di grande portate quali per esempio i funerali di un Papa. Serve innanzitutto alla politica.

In patria, per bilanciare anche a livello d’immagine, le troppe carenze di altri enti dello Stato. E all’estero, per  dare l’idea di contare qualcosa oltreconfine. E così ecco i militari italiani schierati a difesa della diga di Mosul o impegnati a costruire l’ospedale da campo all’aeroporto di Misurata, in Libia.