Diciamolo, la Russia è un paese sottosviluppato. A dicembre ci sono stati guasti a tre centrali termoelettriche che hanno lasciato migliaia di cittadini a temperature sotto zero. È tutto vecchio, obsoleto.
Virgilio Barozzi
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Gentile lettore, lei vive in Italia, suppongo, quindi in un Paese noto per i suoi servizi pubblici da terzo mondo, un Paese dove l’asfalto delle strade e la segnaletica sono da quarto mondo, le città sono immondezzai a cielo aperto, gli acquedotti perdono il 45% dell’acqua, i negozianti pagano il pizzo e all’occasione subiscono le angherie di pubblici ufficiali, l’evasione fiscale è uno sport, la speculazione edilizia ha divorato gran parte del territorio, i gestori balneari si sono impadroniti delle coste, i taxisti sequestrano le città, i treni cumulano ore di ritardo e spesso non hanno il riscaldamento o l’aria condizionata, un Paese dove le principali stazioni della metro di Roma sono state chiuse per mesi a causa di guasti alle scale mobili (nella metro a Mosca ci sono cabine con wifi e scrivania dove si può lavorare tra una stazione e l’altra), e lei cosa fa? Vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro. Giorni fa in un ufficio pubblico ho incontrato una coppia di americani residenti a Roma, incappati nel solito incubo burocratico. Si sono sfogati: “Questo Paese vive nell’età della pietra”. Ho ospitato a casa mia una coppia di tedeschi: erano allibiti dallo stato dell’asfalto a Roma. Vivono in Kenya da cinque anni e mi hanno detto: “Non ce l’aspettavamo. A Nairobi non è così”. Mi sono sentito umiliato come poche volte in vita mia. Però lei fa le pulci alla Russia. Ma per favore.
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