Letta contrario, ma le primarie dem slitteranno

Sull’ipotesi di far slittare dal 19 al 26 febbraio le primarie del Pd si è registrata un’intesa di massima tra i candidati alla segreteria.

Enrico Letta è contrario. Ma sull’ipotesi di far slittare dal 19 al 26 febbraio le primarie del Pd, avanzata per evitare l’ingorgo con le regionali, si è registrata un’intesa di massima tra i candidati alla segreteria. E quindi è sempre più concreta. L’accordo deve ancora essere formalizzato e – in ogni caso – dovrà passare per la direzione dem, in programma mercoledì.

Partito Democratico

Sull’ipotesi di far slittare dal 19 al 26 febbraio le primarie del Pd si è registrata un’intesa di massima tra i candidati alla segreteria

Nessuna decisione presa, insomma, sottolinea il Nazareno rimarcando come per il segretario la data resti quella del 19: “Eventualmente sarà la direzione della prossima settimana a valutare la richiesta dei candidati”. Letta è preoccupato dal rischio che il balletto delle date alimenti una percezione di disorientamento già causata dall’anticipo della data, inizialmente fissata a marzo, al mese di febbraio.

A far tornare in auge l’ipotesi dei gazebo l’ultima domenica di febbraio è stato un incontro tra i rappresentati dei quattro candidati (Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Paola De Micheli e Gianni Cuperlo) con membri della segreteria nazionale. Il nuovo pacchetto prevederebbe, insieme allo slittamento di una settimana delle primarie vere e proprie, anche di fissare a fine mese la data entro cui certificare le iscrizioni al percorso per il nuovo Pd e di spostare in avanti la prima consultazione nei circoli (fino al 19 febbraio).

In Campania, intanto, alcuni dirigenti locali del partito hanno scritto una lettera a Letta per chiedergli di rimuovere Francesco Boccia dal ruolo di commissario dopo che lo stesso ha ufficializzato il suo sostegno a Schlein. La risposta della segreteria nazionale del partito non si è fatta attendere: “L’approssimarsi delle scadenze congressuali espone naturalmente le persone che ricoprono responsabilità dirigenziali o svolgono funzioni di garanzia, le quali legittimamente prendono posizione rispetto alle scelte legate ai congressi, a una attenzione particolare sul loro operato. Da parte nostra, ci impegniamo a garantire che chi svolge compiti connessi alla segreteria nazionale o su nomina del segretario, come nel caso delle gestioni commissariali, operi con equilibrio e trasparenza”.

Tornando alla data delle primarie, inizialmente, la principale contrarietà a posticiparla era stata quella di Bonaccini che alla fine avrebbe ritenuto accettabile la soluzione del 26. Soprattutto a fronte delle richieste arrivate dai territori. Non a caso, proprio la direzione regionale del Lazio in giornata approva all’unanimità due odg per chiedere lo slittamento del congresso.

Intanto, continua la campagna elettorale dei quattro aspiranti leader. “Nei palazzi sembro un’aliena, ma forse è un bene”, dice Schlein. “Io rappresento i moltissimi uomini e donne capaci e competenti che il partito ha tenuto troppo a lungo in panchina”, assicura Bonaccini. Mentre De Micheli, propone di cambiare una regola del congresso: “Gli iscritti votano e valgono doppio”.

Seguici su Facebook, Instagram e Telegram