Letta va fino in fondo, sul ddl Zan non si tratta. Il Pd non negozierà per modificare il provvedimento. Le destre pronte ad affossarlo a colpi di emendamenti

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Enrico Letta è irremovibile. Sul  Ddl Zan (qui il testo) il Pd non presenterà emendamenti, si lavorerà solo sugli ordini del giorno. è la linea emersa dall’assemblea dem al Senato riunita dalla capogruppo Simona Malpezzi. Parola d’ordine, insomma, tirare dritto. Perché della Lega e del suo reale intento di portare a casa la legge contro l’omotransfobia – queste le conclusioni – non ci si può fidare. Avanti con gli ordini del giorno, quindi, anche per tentare di pescare qualche voto tra i moderati.

Certo, le perplessità non mancano. Soprattutto tra i senatori dell’area ex renziana del Pd: il voto di mercoledì sulle sospensive, respinte con un solo voto di scarto, non promette niente di buono. “Che succederà quando si comincerà a votare in Aula a scrutinio segreto?”, si chiede – dando per scontata la risposta, un parlamentare dem. Senza contare le trappole che le destre si accingono a disseminare lungo l’accidentato iter del provvedimento. A colpi di emendamenti.

Una partita che la Lega ha affidato come sempre alla regia di Roberto Calderoli. E pure Fratelli d’Italia non farà sconti: circa un centinaio le proposte di modifica che il partito di Giorgia Meloni si appresta a presentare. A destra, a conti fatti, tutti sembrano pronti a scommettere che l’esame del ddl Zan slitterà a settembre. Martedì scade il termine degli emendamenti, che dovranno poi essere esaminati dal presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Poi ci sarà da attendere i pareri delle commissioni mentre l’aula sarà impegnata nella conversione dei decreti del governo. Insomma, tempi risicatissimi per sperare di chiudere la partita prima della pausa estiva. “La situazione è delicata ma non dipende da noi che continuiamo a essere convinti di questa legge di civiltà che il Paese aspetta da molti anni”, ribadisce la capogruppo Pd, Malpezzi.

A rigirare la frittata, però, ci pensa come al solito il segretario della Lega, Matteo Salvini: “Io fino all’ultimo proverò a dialogare”, sul ddl Zan. “Quindi, conto che anche Letta arrivi sulla posizione del buon senso”, aggiunge Salvini rispedendo il messaggio al mittente. La discussione in Aula si chiude con le parole commosse della senatrice Fi, Masini: “Quando capì di me, mia madre mi disse ho paura per te”. Un monito inascoltato dalle destre.

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