L’Expo è avvisato. Troppe banche non ci credono

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di Giuseppe Cantore

Troppe banche indugiano sull’Expo. “la linea di credito potrà essere utilizzata, seppur in misura minore, anche per finanziare gli investimenti in opere infrastrutturali», considerato dagli istituti di credito forse meno redditizio, lì dove la concorrenza si fa più intensa. Sono, dunque i finanziatori i grandi assenti nella partita che l’Italia sta giocando in vista dell’Expo. A lanciare l’allarme è Marzio Agnoloni, presidente di Milano Serravalle-Milano Tangenziali e amministratore delegato di Autostrada Pedemontana Lombarda. “Credo all’Expo. E penso sia un’occasione storica per l’Italia e per la Lombardia. Devo dire che sotto questo profilo lo Stato, la Regione, il Comune, la Provincia ne sono ben consapevoli”. Ma “bisogna spiegarlo alle banche” perché “è un’occasione anche per loro. Se non ci finanziano -sottolinea Agnoloni- non andiamo da nessuna parte”. Per il presidente di Serravalle “è inutile che ci sia un commissario straordinario perché certamente non ha il potere di convincere le banche a finanziare le aziende che devono realizzare le infrastrutture e tutte le opere. Noi riusciremo a completare per l’Expo soltanto quelle opere che sono finanziate”. Un esempio dell’assenza degli istituti di credito dalla partita per Expo 2015 lo fornisce, racconta ancora Agnoloni, proprio Pedemontana. La società “sulla base di un accordo con il Ministero delle Infrastrutture e con la concedente Cal (Concessioni Autostradali Lombarde, ndr), ha incrementato il contributo che abbiamo su tutta l’opera dal 35% all’80% sulla tratta A e sulle due tangenziali di Como e di Varese”. “Questo ci permette, unitamente agli aumenti di capitale sottoscritti solo da Serravalle e finanziati dalla sola Serravalle, di completare queste tratte e aprirle al pubblico. Però Banca Intesa e Ubi sono assenti. Non hanno partecipato agli aumenti di capitale. Questo è un segnale negativo importante: è inutile continuare ad affermare di credere all’Expo per poi ritirare la mano. Dobbiamo tutti quanti, insieme, lavorare: noi, gli enti politici, le banche, le istituzioni finanziarie per realizzare quel che si deve realizzare”. Per Agnoloni, ora “nessuno si può tirare indietro”.