Alla Libia servono elezioni libere, trasparenti e credibili. Draghi: “La piena attuazione dell’accordo sul cessate il fuoco resta un obiettivo cardine”

Libia Draghi
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Durante la Conferenza di Parigi i leader presenti, tra cui il premier italiano Mario Draghi, hanno confermato l’impegno della comunità internazionale per la pace e la stabilità di una Libia “pienamente sovrana, unita e democratica”. Questa è considerata la condizione essenziale per la stabilità della regione mediterranea, dell’Europa e dei Paesi del Maghreb e Sahel.

Il presidente del Consiglio ha ricordato come l’Italia abbia “sempre sostenuto con forza la necessità di un ruolo importante dell’Ue” nell’area, e ha richiamato l’impegno della comunità internazionale e di tutti gli attori libici per il successo della transizione istituzionale attraverso lo svolgimento delle elezioni presidenziali e parlamentari dal 24 dicembre 2021.

“È questa la volontà chiara del popolo libico – ha affermato Draghi – come dimostra la registrazione di circa 3 milioni di elettori. Dopo anni di conflitto, il popolo libico deve potersi esprimere in elezioni libere, trasparenti e credibili”, ribadendo la necessità di una cornice giuridica ed elettorale condivisa alla quale devono lavorare insieme le autorità libiche competenti nei prossimi giorni e settimane”.

Sul piano della sicurezza, il presidente del Consiglio italiano ha sottolineato i progressi iniziali compiuti in questi mesi, con riferimento al lavoro svolto dalla Commissione Militare Congiunta 5+5, con il sostegno della Missione Onu. “La piena attuazione dell’accordo sul cessate il fuoco del 23 ottobre 2020 – ha aggiunto Draghi – resta un obiettivo cardine. La sostanziale assenza di conflittualità dell’ultimo anno e la riapertura della strada costiera sono traguardi importanti che non vanno vanificati”.

Draghi ha fatto inoltre riferimento alla necessità di avviare quanto prima il ritiro di mercenari e forze combattenti. “Il Piano d’Azione elaborato dalla Commissione militare congiunta è un importante passo avanti. Il ritiro di alcuni mercenari stranieri prima delle elezioni aiuterebbe a rafforzare la fiducia fra le parti”.

Dopo le elezioni – è l’obiettivo – sarà necessario affrontare in via prioritaria la riforma del sistema di sicurezza e il reintegro dei combattenti. “L’Italia è pronta a fornire il proprio sostegno”, ha dichiarato Draghi. Sul fronte economico, “la normalizzazione della Libia – ha spiegato il premier – passa anche per un sistema economico in grado di rispondere ai bisogni della popolazione e favorire gli investimenti esteri”.

“Va garantita – ha concluso Draghi -, anche attraverso un bilancio condiviso, un’equa distribuzione delle risorse in ogni parte del Paese e rafforzato il percorso di riunificazione delle istituzioni economiche e finanziarie, a partire dalla Banca Centrale”.

Prima dell’avvio dei lavori della Conferenza sulla Libia, il premier Draghi ha avuto un incontro bilaterale con il primo ministro libico, Abdul Hamid Daibaba (nella foto), a cui hanno partecipato anche i ministri degli Esteri Luigi di Maio e Najla Al-Mangoush.