L’indice Rt scende a 0,84. Iss: “Diminuzione reale dell’incidenza”. Solo l’Umbria rimane ad alto rischio. Il bollettino: 13.574 nuovi casi e 477 morti

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L’indice Rt medio, calcolato sui casi sintomatici, è pari a 0,84 (range 0,75- 0,98), “in diminuzione e con il limite superiore del range sotto l’uno”. E’ quanto riferisce il monitoraggio settimanale della cabina di regia Istituto superiore di Sanità-Ministero della Salute, relativo al periodo 18-24 gennaio. L’Rt è dunque in calo per la seconda settimana consecutiva (la precedente era a 0,97). Inoltre, riferisce ancora l’Iss, “si continua a osservare una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (289,35 per 100.000 abitanti vs 339,24 per 100.000 abitanti)”.

“Il calo osservato – riferisce ancora il monitoraggio – evidenzia una diminuzione reale dell’incidenza, dato che il periodo degli ultimi 14 giorni comprende più giorni dove sono stati inclusi anche casi diagnosticati con solo test rapido antigenico”. Tuttavia, si legge ancora, “l’incidenza è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”. Il servizio sanitario “ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate”.

Nella settimana di monitoraggio “rimane molto alta l’incidenza nella Provincia Autonoma di Bolzano (582,75 per 100.000 dal 18 al 24/1)”. Solo una regione, l’Umbria, rimane con una classificazione complessiva di rischio alta (contro 4 della scorsa settimana), mentre 10 Regioni sono classificate con rischio moderato. Lo rileva la bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss, riferita al periodo 18-24 gennaio.

“Questa settimana – si legge nel rapporto – si continua a osservare un miglioramento del livello generale del rischio, con un aumento significativo di Regioni a rischio basso secondo il DM del 30 Aprile 2020. Complessivamente, una sola Regione ha una classificazione di rischio alto (vs quattro la settimana precedente), dieci con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e dieci con rischio basso. Una Regione (Molise) ha un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno”.

Le regioni con rischio moderato sono Abruzzo, Fvg, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia di Bolzano (ad alto rischio di progressione), Provincia di Trento, Puglia e Toscana. Rischio basso per Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Molise (ad alto rischio progressione), Piemonte, Sardegna, Sicilia, Val d’Aosta e Veneto.

Scende il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o di aree mediche sopra la soglia critica (sono 8 contro le 12 la settimana precedente). L’occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica (28%). Ma sono “forti le variazioni regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza, impongono comunque misure restrittive”.

Il bollettino di oggi

Sono 13.574 i nuovi casi Coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, in calo rispetto ai 14.372 di ieri. I tamponi sono 268.750, 7mila meno di ieri, con il tasso di positività che si attesta 5% (ieri era al 5,2). Resta alto il numero dei decessi: 477 contro i 492 di ieri, per un totale di 87.858 vittime dall’inizio dell’epidemia. Prosegue il trend in diminuzione dei ricoveri: 2.270 (-18) quelli nelle terapie intensive, con 148 ingressi giornalieri, 20.397 (-381) nei reparti ordinari. Gli attualmente positivi, secondo quanto riferisce il bollettino giornaliero del ministero della Salute, sono 467.824 (-6.793), 445.157 (-6.394) dei quali si trovano isolamento domiciliare. I guariti/dimessi sono 19.879 in più. La regione con il maggior incremento di nuovi casi è la Lombardia (1.900), seguita da Emilia-Romagna (1.320) e Campania (1.175 ).

 

 

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