L’invasione dell’olio tunisino. Solito colpo al Made in Italy. L’Europarlamento bastona la nostra agricoltura. Produttori costretti a fare la fame o arrendersi

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di Virginia Spinelli Giordano

Non tutto fila sempre liscio come l’olio. Neppure quando l’ultima decisione è in mano all’Europarlamento. Responsabile di una vera e propria invasione di olio d’oliva tunisino in Europa, senza alcun dazio. Un duro colpo per i produttori italiani, che prevedono l’arrivo di un prodotto a costi molto inferiori rispetto a quello extra vergine Made in Italy. La misura approvata dalla plenaria di Strasburgo fa parte del pacchetto di aiuti d’urgenza per il Paese nordafricano, che comprende appunto l’agevolazione sull’esportazione in Europa di oltre 35mila tonnellate in più di olio.

ATTO FINALE – Il voto era stato sospeso il 25 febbraio, ma ieri il Comitato rappresentanti permanenti dell’Ue ha accettato gli emendamenti tecnici e comunicato l’attuazione del testo passato al Parlamento europeo. Una scelta che danneggia non solo i produttori italiani, ma che rischia di non portare benefici neppure a quelli tunisini. Poiché, si tratta di un lieve incremento del 3%, un dato che potrebbe rivelarsi troppo basso per poter assicurare un concreto impatto sulla condizione della popolazione rurale del paese africano. Ma come se non bastasse, il nuovo regolamento aumenterà il rischio di frode a danno dei consumatori. Per il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, il “nuovo contingente andrebbe tra l’altro ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia”. Un totale di 90mila tonnellate, “praticamente tutto l’import in Italia dal Paese africano”, accusa Moncalvo. Sembrerebbe quindi che il pericolo di frode preannunciato da Coldiretti a inizio anno, sia diventato realtà. Un atto significativo, che si verifica proprio in un periodo in cui l’olivicoltura italiana si stava risollevando. Infatti, nei due anni precedenti, l’olio è stato vittima di un grave crollo di produzione, truffe e inchieste aperte su produttori di marchi tra i più noti d’Italia. L’ultima maxi truffa in Puglia ha coinvolto almeno dieci aziende in un giro di affari di dieci milioni di euro, che vendevano per italiano una miscela di extravergini provenienti da Tunisia, Siria, Turchia e Marocco.

PROTESTE – Sul versante politico, anche il Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, ha detto di essere contrario all’aumento permanente del contingente di olio tunisino. Il Movimento 5 Stelle ha severamente attaccato il governo per l’accelerazione del Parlamento europeo sugli aiuti alla Tunisia. “Questa accelerazione è una vergogna – afferma l’eurodeputata Tiziana Beghin – così come è una vergogna che il Governo non si sia opposto a questa misura”. Per tutta risposta migliaia di agricoltori si sono riuniti a in Sicilia, a Catania, nella seconda regione che produce più olio di oliva in Italia dopo la Puglia. La mobilitazione punta il dito contro la contraffazione del made in Italy e in difesa delle eccellenze.