L’Isis minaccia ancora l’Italia. E alza il tiro sul Vaticano. I jihadisti promettono di conquistare Roma a dicembre. Anche Milano nel mirino: una foto su twitter mostra l’Expo

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Roma e il Vaticano sono sempre nel mirino dai jihadisti. Nell’ultimo anno le minacce rivolte dall’Isis e da Al Qeda alla culla della cristianità sono state numerose. E, questa volta, i jihadisti fedeli ad Abu Bakr al Baghdadi hanno promesso che “tra sette mesi arriverà l’anticristo e Roma sarà saccheggiata”. A rivelare il piano d’attacco è un ebook, il sesto pubblicato dai jihadisti, che questa volta affronta le tematiche del conflitto israeliano-palestinese.

L’EBOOK
Nella pubblicazione online si fa riferimento a Roma, sottolinenando “un asse da abbattere tra cristianesimo e ebraismo”. Il volume fa parte di una raccolta, “The islamic State 2015”, e in questo testo vengono messi sullo stesso piano Italia e Israele ritenuti “obiettivi prioritari” per il jihad. “L’offensiva dei musulmani punterà a Roma, dove dopo la sua conquista i fedeli potranno raccogliere il bottino di guerra”. Poi arriva l’affondo e l’appello alla guerra: “I musulmani saranno in grado di cancellare, tutte quelle false informazioni che molti europei hanno dell’Islam. Quindi, i fratelli che vivono in questi Paesi hanno poco tempo per preparasi, perché entro 7 mesi arriverà l’Anticristo”. Poi, in un passaggio dello scritto, l’autore parla chiaramente del Vaticano e del Papa, avvertendo i lettori che la loro “preparazione dovrà tenere conto dell’alleanza ormai stretta tra ebrei e cristiani. È importante notare – si legge nel documento- che durante questo periodo di tempo, il Cristianesimo e il Papa in Vaticano saranno pienamente inghiottiti dal sistema sionista”.

IL RICHIAMO
La chiamata alle armi da parte dei tagliagole è rivolta alle “persone libere d’Europa che amano la tecnologia e le armi. Questi potranno allearsi con i mujaheddin per aiutarli nella loro lotta tecnologica contro Israele e l’Occidente. Condivideranno le loro competenze e suggerimenti perché i loro cuori saranno uniti nella fede”. Insomma, un’altra chiara dimostrazione di come lo Stato Islamico faccia della propaganda la propria forza. Ma per diffondere il terrore l’Isis ha sperimentato anche nuove strade. Come quella fotografia, diffusa ieri su twitter, che mostra un primo piano di un neonato, il capo sul cuscino, che dorme beato. Al suo fianco, al posto dei peluche, il certificato di nascita emesso dallo Stato Islamico, un revolver e una bomba a mano. La foto è stata condivisa da Abu Ward al-Raqqawi, un attivista dell’Isis in Siria – riporta i quotidiano britannico The Independent – che specifica che l’immagine è stata scattata da un membro dello Stato Islamico. Il bimbo, Jrah (che significa “ferita”), è nato il 25 aprile 2015, stando al documento che riporta anche i nomi dei genitori. Nel tweet c’è scritto in inglese: “Questo bambino sarà un rischio per voi e non solo per noi”.

NEL MIRINO
Inoltre, la strategia della tensione dell’Isis corre anche su Twitter. Come scritto da Il Tempo, sono circolate delle foto in cui lo Stato Islamico, oltre al Vaticano, starebbe puntando anche Milano. Delle immagini mostrano bigliettini scritti a mano che recano il disegno della bandiera del Califfato e nuove minacce al Bel Paese. Sullo sfondo dei messaggi, vergati con la penna nera, si vedono scorci di Milano, la stazione ferroviaria centrale del capoluogo lombardo, il Mc Donald’s all’interno dello scalo ferroviario, e l’esterno di alcune fermate della metropolitana, una in particolare davanti alle bandiere colorate dell’Expò che sventolano. Poi le parole agghiaccianti in cui gli islamisti sottolineano la loro presenza nelle città e nelle strade: “Siamo ovunque”.