L’Isee del governo svantaggia i poveri: ignorato pure il Consiglio di Stato

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Non è bastata una sentenza del Consiglio di Stato. Sull’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) resta tutto fermo. E non si vede alcuno spiraglio per dare i rimborsi ai cittadini danneggiati. Il governo, insomma, continua frenare, nonostante il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, abbia già promesso di rispettare il pronunciamento della Giustizia amministrativa. Che stabilisce un principio chiave: nel calcolo dell’Isee non possono essere conteggiati gli indennizzi riconosciuti alle persone con problemi economici. Una misura che aveva tolto alcuni servizi agevolati a persone che ne avevano necessità. Per questo il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione alla Camera. Lo scopo? Accelerare sulle modifiche da apportare. “Ci sono alcuni deputati del Pd favorevoli alle nostre posizioni”, dice a La Notizia Giulia Di Vita, deputata del M5S. “E quindi abbiamo riportato l’argomento in Aula”. Tra i parlamentari dem scettici rispetto alla linea della maggioranza, figura anche un esponente di spicco come Ileana Argentin. Ma pure altri rappresentanti del Pd non prenderanno parte al voto in Aula, ribadendo in maniera implicita il proprio dissenso.

NODI
I problemi sono numerosi. A cominciare dai rimborsi che i pentastellati chiedono in favore delle persone danneggiate. “Perché – chi non ha potuto usufruire di servizi agevolati a causa del nuovo calcolo Isee  – ora non deve ricevere un rimborso?”, si chiede Di Vita. Sul campo ci sarebbero due opzioni: cercare di fare un’ipotetica stima del danno subito oppure individuare una cifra forfettaria. Del resto dal governo è arrivata uno sbarramento netto: “Non sono previsti risarcimenti”, ha scandito Poletti. Ma non solo. C’è un altro nodo: l’esecutivo ha promesso di rimettersi in carreggiata con la sentenza del Consiglio di Stato. “E al momento non si è visto nulla”, accusano i 5 Stelle. Per questo il dibattito è stato riportato alla Camera con la mozione anche per fornire alle persone interessate “tutte le informazioni e i chiarimenti del caso, compresa l’indicazione della procedura da seguire per la corretta compilazione del modello Isee”, si legge nel testo depositato a Montecitorio.

INTERVENTO BASE
La riforma dell’Isee può arrivare anche alla radice. Il pronunciamento, nei fatti, chiede una modifica di tipo regolamentare. Ma, evidenzia Poletti, “la legge c’è, è stata fatta dal Parlamento, noi l’abbiamo assunta facendo la cosa giusta perché il nuovo Isee è molto più efficace”. Insomma, non è al vaglio nessun altro tipo di intervento. E qui entra in gioco un elemento: il recepimento della sentenza del Consiglio di Stato basterebbe già superare il problema, ristabilendo nuove modalità di calcolo dell’indicatore. Tuttavia al Movimento 5 Stelle potrebbe non bastare. Perché la norma si presta a differenti interpretazioni. “Vogliamo – incalza Di Vita – che sia modificato direttamente il contenuto decreto Salva Italia di Monti per evitare qualsiasi confusione interpretativa”.

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