L’Iss non esclude una nuova ondata di contagi in autunno. Brusaferro: “Il via libera agli spostamenti tra regioni richiederà un maggiore monitoraggio”

dalla Redazione
Cronaca

“Ci troviamo di fronte a una situazione in cui il virus è ancora presente e i comportamenti adottati sono la misura ancora più efficace per ridurre la circolazione tra strati di popolazione”. E’ quanto ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in audizione presso la Commissione Bilancio alla Camera. “La quantità stimata di persone che ha contratto l’infezione è limitata nel paese, anche se variabile da zona a zona”, ha aggiunto il numero uno dell’Iss parlando di “Italia a tre velocità” e spiegando che “in tutte le regioni c’è un decremento, numericamente diverso a seconda che la circolazione sia stata elevata o più bassa”.

Brusaferro ha posto l’attenzione sulle “regioni dove la circolazione è piuttosto limitata”, perché “avvengono episodi” come nel “caso del Molise dove c’è stata una cerimonia funebre, le regole non sono state rispettate e ha generato una serie di casi”. “Dal punto di vista epidemiologico – ha poi ricordato il presidente dell’Istituto superiore di Sanità -, molte persone non sono entrate in contatto con il virus e rappresentano il serbatoio che facilita la diffusione del virus. La letalità si caratterizza per un profilo simile agli altri paesi: colpisce soprattutto le persone anziane”.

“Ci troviamo ad aver superato la curva di picco dell’infezione – ha spiegato ancora Brusaferro – e siamo nella parte in discesa, in una fase di controllo della situazione che richiede un’attenzione particolare, ovvero la capacità di identificare i casi sospetti precocemente, di diagnosticarli tempestivamente, isolarli”. Per il presidente dell’Iss occorre “mettere insieme capacità di monitoraggio e capacità di risposta dal punto di vista sanitario”. “Con la prossima settimana – ha spiegato – ci avviamo a una sfida ancora più importante, data dal fatto che sarà liberalizzata la mobilità tra le regioni e quella internazionale, che richiede una capacità ancora più attenta e precisa di monitorare i fenomeni e rispondere laddove si dovessero verificare casi o piccoli focolai”.

Per quanto riguarda l’ipotesi di una seconda ondata di contagi, in autunno, Brusaferro ha spiegato che “da un punto di vista scientifico” questo “è un dato obiettivo che conosciamo” perché “in autunno aumenta il rischio di diffusione con il cambiamento del clima che ci fa passare più tempo in ambienti chiusi”. “Tradizionalmente – ha ricordato il numero uno dell’Iss – l’autunno, quindi da ottobre in poi, è la stagione in cui le infezioni delle alte vie respiratorie si diffondono, è la stagione in cui, per esempio, si raccomanda la vaccinazione antinfluenzale, la stagione in cui la probabilità di diffusione di virus per vie aeree aumenta. Quindi è chiaro che con l’avvicinarsi a quella stagione c’è una probabilità di maggiore diffusione”.