L’Italia deve correre ma Renzi non può volare. Premier in elicottero da Firenze a Roma e scoppia un’inutile polemica

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La disavventura si è conclusa senza troppe conseguenze. Ma ha finito con lo scatenare il solito vespaio politico sull’utilizzo dei voli di Stato da parte del presidente del consiglio. Il fatto è che ieri mattina Matteo Renzi era a bordo di un elicottero di Stato che lo doveva riportare da Firenze a Roma. A un certo punto il mezzo è stato costretto ad atterrare su un campo di “calciotto” dalle parti di Arezzo, più precisamente a Badia al Pino, paese del comune di Civitella in Val di Chiana. E qui si sono subito poste due questioni. Atterraggio d’emergenza dovuto al maltempo o a un guasto? E poi, possibile che il premier abbia dovuto prendere l’elicottero, che pesa non poco sulle tasche dei contrbuenti, e non un semplice treno Firenze-Roma sullo stile del presidente della Repubblica Sergio Mattarella? Sulla prima questione una nota di palazzo Chigi ha chiarito che l’atterraggio si è reso necessario per ragioni di maltempo.

LA TESTIMONIANZA
Ma sul punto c’è comunque stato spazio per un giallo, almeno a dar credito ad alcune testimonianze. “Mi sono girato e ho visto un elicottero atterrare nel nostro campetto”, ha raccontato il titolare del centro sportivo dove sorge il campetto, Davide Grazzini, il quale poi ha aggiunto: “è durato tutto pochi minuti. Non sono riuscito a vedere bene il premier. Appena sceso dall’elicottero, è stato subito circondato da alcune persone che lo hanno fatto salire sull’auto blu”. Che poi ha portato il premier nella capitale. L’elicottero è rimasto un’altra ora a Badia al Pino e poi poco prima delle dieci, visto il miglioramento delle condizioni atmosferiche, ha ripreso il volo. Ma Grazzini ha aggiunto che “il comandante dell’elicottero dove viaggiava Renzi, quando è atterrato, è sceso e mi ha detto che c’era stato un guasto. Mi ha detto che avevano dovuto fare un atterraggio di emergenza per problemi con l’elicottero”. Questa testimonianza è stata riferita da Grazzini intervenendo su Rai Radio2 al programma “Un Giorno da Pecora”. “Ho visto che stavano riparando qualcosa”, ha infine aggiunto, concludendo che “dopo un’oretta sono ripartiti. Il tempo era migliorato, aveva smesso anche di piovere”.

LE REAZIONI
L’episodio ha scatenato l’ironica (ma non per questo meno veemente) protesta di Beppe Grillo. Il quale ha fatto notare che mentre “il presidente della Repubblica prende il treno, il non eletto che occupa Palazzo Chigi e impesta le televisioni per fare meno di 300 chilometri usa il Renzicottero”. Da qui la domanda: “Chi c’era nel Renzicottero? Quanto costa ai contribuenti il tuo lusso?”. In realtà le norme attualmente in vigore prevedono che il presidente del consigloio abbia diritto ai trasferimenti sui voli di Stato, perché a differenza dei ministri non è tenuto a fornire documentazione che provi l’inesistenza di una slouzione alternativa di trasporto. D’altro canto è anche vero che per dare un segnale di sobrietà, “alla Mattarella”, nulla avrebbe impedito al premier di prendere un treno.