L’Italia è una Repubblica non fondata sul lavoro. Mentre l’Istat canta vittoria, ecco i dati Unimpresa: dal 2008 lavoratori in calo di 178mila unità

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I dati Istat fanno ben sperare. La crescita italiana, infatti, accelera ancora. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat il Pil italiano nel secondo trimestre 2017 è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% rispetto al secondo trimestre 2016. Un incremento in linea con le rilevazioni di Fmi e Banca d’Italia e altri istituti che avevano già evidenziato un rafforzamento della ripresa italiana. I dati comunicati oggi sono corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati e rappresentano una stima preliminare.

C’è da dire, però, che questi dati vanno letti anche con altri, diffusi sempre oggi da Unimpresa, secondo cui sono diminuiti di quasi 200mila unità negli dal 2008 i dipendenti di impresa, mentre quelli pubblici restano stabilmente sopra quota 3 milioni. Per l’esattezza si tratta di 3.221.967 impiegati, funzionari e dirigenti: un esercito di lavoratori a carico delle finanze pubbliche che vede il comparto della scuola in cima alla classifica con oltre un milione di buste paga. Tra gli altri settori più rilevanti, la sanità con 653mila addetti, le regioni e i comuni con 460mila, i corpi di polizia con 312mila, le forze armate con 181mila, i dipendenti dei ministeri con 153mila. Tra le aree in aumento, le regioni a statuto speciale (+20.820 ovvero +29%) e le autorità indipendenti (+657 lavoratori ovvero +46%).

Il settore statale occupa in totale 1.840.780 persone, in diminuzione di 107.202 unità rispetto al 2008 (-5,50%): la scuola occupa 1.085.082 soggetti in discesa di 44.781 (-3,96%); nei corpi di polizia lavorano 312.205 addetti in calo di 18.611 (-5.63%); nelle forze armate lavorano 181.523 persone in discesa di 10.417 (-5,43%); i vigili del fuoco sono aumentati di 1.590 unità (+4,97%) a 33.572; nei ministeri lavorano 153.149 persone in diminuzione di 30.265 (-16,50%); nella agenzie fiscali lavorano 51.228 addetti in discesa di 4.010 -7,26%); la presidenza del consiglio dei ministri impiega 2.128 persone in calo di 297 (-12.25%); le istituzioni per l’alta formazione artistica e musicale occupano 9.174 lavoratori in aumento di 166 unità (+1,84%); la magistratura risulta in calo di 140 unità a 10.270 (-1,34%); le prefetture danno lavoro a 1.197 persone in calo di 281 unità (-19,01%); nel comparto diplomatico sono occupate 917 persone, 18 in meno del 2008 (-1,93%); la carriera penitenziaria dà lavoro a 335 persone, 138 in meno (-29,18%).

Passiamo invece ai lavoratori non statali. Il settore non statale (dati al 2015) dà lavoro a 1.417.130 persone, in diminuzione di 71.697 (-4,82%) rispetto al 2008: nel servizio sanitario nazionale lavorano 663.796 persone in calo di 26.060 (-3,78%); nelle regioni e nelle autonomie locali (comuni, comunità montane, province) sono impiegate 479.050 persone in calo di 43.269 unità (-8,28%); nelle regioni a statuto speciale si registra un aumento di 20.828 addetti che in totale sono 93.425 (+28,69%); nelle università lavorano 101.384 addetti in discesa di 18.485 (-15,42%); negli enti pubblici non economici lavorano 45.737 persone in calo di 10.498 (-18,67%); nella ricerca c’è stato un aumento di 3.388 lavoratori (+19,45%) a quota 20.809; negli altri enti l’aumento è di 1.742 unità a 10.844 (+19,14%); nelle autorità indipendenti il totale degli addetti è di 2.085 in crescita di 657 unità (+46,01%).