L’Italia piange un altro caduto

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dalla Redazione

Un militare italiano è morto in Libano ma questo volta non c’entrano i campi di battaglia. Perché il primo maresciallo dell’Esercito Luigi Sebastianis è stato trovato privo di vita al posto di guardia della base Unifil di Shama, nel sud del paese mediorientale. Ad ucciderlo è stato un colpo sparato dalla sua pistola di ordinanza. Gli inquirenti, per il momento, non escludono nessuna ipotesi, né il suicidio, né l’omicidio, né l’incidente. Sebastianis era orginario di Palmanova (nella provincia di Udine) ma risiedeva a Camino al Tagliamento e si trovava in Libano da maggio. In Italia lavorava presoo il battaglione logitistico “Ariete” di Maniago. In medioriente faceva parte del contingente italiano all’interno dei caschi blu dell’Onu.

Le indagini sono state avviate dal comando della missione Onu,guidata dal generale italiano Luciano Portolano, in cooperazione con le autorià libanesi. I suoi colleghi lo ricordano come un ragazzo “sereno e tranquillo” mentre Portolano lo ha definito “un peacekeeper stimato e impegnato che lavorava attivamente a sostegno del mandato dell’Unifil”. La notizia della morte di Luigi è arrivata subito a Camino al Tagliamento. “Era una persona disponibile, estremamente cortese – ha detto il sindaco Nicola Locatelli, che lo conosceva personalmente -. Viveva la comunità compatibilmente con gli impegni del suo lavoro”, che già altre volte lo avevano portato in missione all’estero. “Non perdiamo solo un servitore dello Stato, ma un amato concittadino. E’ una tragedia che ci colpisce doppiamente”.