L’Italicum mette a dura prova il Pd. C’è l’unanimità sulla legge elettorale. Solo perché la minoranza non vota

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Renzi chiede unità al Partito democratico sulla legge elettorale. Alla fine non la ottiene. Perché l’Italicum viene votato all’unanimità, ma la minoranza del è uscita non votando. Assente alla direzione  su legge elettorale e riforme Massimo D’Alema per un evento della Fondazione Italianieuropei inserito in agenda precedentemente alla convocazione della Direzione. Presenti, invece, il capogruppo Pd Roberto Speranza, Gianni Cuperlo, Pippo Civati. Pierluigi Bersani.  “Il mio auspicio è che sia l’ultima direzione in cui si discute di legge elettorale”, ha detto Renzi, “Chiedo oggi un voto sulla legge elettorale come ratifica di ciò che abbiamo fatto e come mandato per i prossimi mesi. Chiedo un voto vedendo nella legge elettorale lo strumento decisivo per la qualità e l’azione dei governi che verranno ma anche per la dignità e la qualità di questo governo”.

“Non c’è la dittatura o la democratura – come qualcuno ha avuto il coraggio di dire – nel modello che portiamo avanti, ma il modello che potremmo definire come la democrazia decidente, come l’ha chiamata Violante e su cui Calamandrei ha scritto pagine straordinarie”. Così il premier Matteo Renzi alla direzione Pd. “Democrazia è quel modello di organizzazione in cui si consente in libertà a qualcuno di decidere non con i blocchi e i veti, certo con i pesi e contrappesi”, aggiunge.

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