Lo psicodramma dei giornaloni: ha vinto Conte, ma non si deve sapere. Per Corriere, Stampubblica & C. il Recovery Fund è merito di Merkel-Macron

di Giuseppe Vatinno
Politica

Ribadiamo un concetto che dovrebbe essere scontato, ma in questa Italia ballerina non lo è affatto: Giuseppe Conte ha vinto la partita del Recovery Fund e si è portato a casa 209 miliardi di euro di cui 82 a fondo perduto. Punto. La riprova è che sia i leader dei cosiddetti “Paesi frugali”, e cioè Svezia, Danimarca, Olanda e Austria con il supporto esterno della Finlandia, sono stati spernacchiati in patria. Un esempio per tutti è quello del il leader sovranista olandese Geert Wilders – alleato a Strasburgo di Matteo Salvini – che attacca il suo premier Mark Rutte così: “Il primo ministro italiano è molto soddisfatto. Ottiene 82 miliardi di regali con i nostri soldi”. I giornaloni, dopo aver detto per mesi che si andava verso l’eurosconfitta, si sono dovuti riconvertire ad altra narrazione e cioè che Conte ha sì vinto – e tra le pieghe degli articoli si intente “purtroppo” – ma solo grazie all’aiuto fondamentale dell’asse Merkel-Macron. E poi ancora: intanto l’Italia non sa spendere ed infine ora va acchiappato al volo il Mes. Apre il tiro al piccione Massimo Franco sul Corriere della Sera che scrive che occorre “evitare il trionfalismo”. E perché mai? Prosegue il solito Mario Monti, sempre dall’ammiragli di via Solferino, che a acidamente deve ammettere la vittoria di Conte, ma non può non criticare i “trasferimenti diretti” di denaro dallo Stato ai cittadini così poco benvoluti dai frugali. Tra parentesi, proprio questi soldi hanno salvato gli italiani dalla bancarotta totale. Maurizio Molinari su Repubblica è più moderato se non fosse che anche lui cede alla narrazione della “vittoria mutilata” dannunzianamente proiettata sul duo franco-tedesco. Il più divertente però è sempre lui, Carlo Cottarelli, l’eterno candidato a tutto, che sempre su Repubblica ci fa sapere: “Condizioni accettabili. L’incognita siamo noi”. No caro Cottarelli, l’incognita erano gli altri e tu sei rimasto indietro in attesa di entrare nella nuova task force proprio di quel governo che attaccavi. La Stampa invece intervista Enrico Letta titolando “Sconfitti i populisti. Ora prendiamo il Mes”. Il Sole 24 Ore invece tesse le lodi alla Merkel come se Conte non avesse fatto niente, ma è attratto dal Mes da 37 miliardi per la Sanità. Naturalmente, Il Giornale, Libero e La Verità fanno il loro mestiere di opposizione dicendo che è tutta una fregatura. Avvenire, intervista l’economista Mario Baldassarri, già vice ministro dell’Economia con Berluisconi, pure lui tifoso del Mes. Ma le tesi supportate sono tutte balzane. In primis la vittoria è stata di Conte e non del duo Merkel-Macron che si sono solo in seguito affiancati, ma a trattativa politica conclusa. Poi c’è il discorso Mes. La tesi è che questi soldi sono disponibili subito, ma non si dice che implicano vincoli notevoli e che anche il Recovery Fund può essere utilizzato, in parte, presto sia tecnicamente come anticipo, sia cedendo i crediti alla finanza che di nuovo anticiperebbe somme parziali. Del Mes, quindi, non abbiamo bisogno. E poi l’ultima botta populista: “l’Italia non sa spendere”. Dateci i soldi e vedranno che li sappiamo spendere subito e bene perché mai ci eravamo trovati in condizioni economiche così difficili.