Lo scherzetto del telefonino

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Di Corinna De Cesare

Tecnicamente si chiamano “servizi premium” e sono loghi, suonerie, giochi, prodotti audio e video che dovrebbero essere attivati sui cellulari soltanto se l’utente ne fa esplicita richiesta. Accade invece che il malcapitato si accorga dell’abbonamento automatico solo quando controlla il conto telefonico nel dettaglio. L’Antitrust, ha fatto sapere nel suo bollettino settimanale, ha aperto quattro istruttorie nei confronti delle società telefoniche Telecom, Wind, Vodafone e H3G. Le indagini sono state aperte proprio per accertare l’eventuale utilizzo di pratiche commerciali scorrette come, ad esempio, servizi a pagamento non richiesti e addebitati sul credito telefonico.

I consumatori
«Secondo segnalazioni di consumatori e associazioni di consumatori pervenute e alcune informazioni acquisite d’ufficio — ha fatto sapere l’Antitrust — la compagnia avrebbe fornito agli utenti di telefonia mobile servizi a pagamento (servizio premium) non richiesti e/o richiesti inconsapevolmente e addebitato i relativi importi sul credito telefonico del consumatore». Nello specifico ha puntualizzato l’Antitrust «sarebbero state attuate le seguenti condotte: l’omissione di informazioni rilevanti e/o la diffusione di informazioni non rispondenti al vero circa l’oggetto del contratto di telefonia mobile e, in particolare, l’abilitazione dell’utente alla ricezione di servizi a pagamento durante la navigazione in mobilità, le caratteristiche essenziali, le modalità di fornitura e di pagamento dei suddetti servizi, nonchè circa l’esistenza del blocco selettivo e la necessità per l’utente di doversi attivare mediante una richiesta esplicita di adesione alla procedura di blocco». Ma non solo. Secondo l’autorità è in atto l’implementazione da parte «dell’operatore di telefonia mobile di un sistema automatico di trasferimento del numero di telefono dell’utente ai Content Service Provider (CSP)». Provider che editano questi contenuti digitali a pagamento e il successivo abbonamento automatico al servizio con addebito sul credito telefonico dell’utente senza che «quest’ultimo abbia mai inserito il proprio numero telefonico».

per approfondire leggi l’articolo de La Notizia sui servizi, sinora gratuiti, che saremo costretti a pagare senza saperlo

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