Lo Stato rinnova il parco delle auto blu

Maxi bando Consip da 231 milioni per 8.100 vetture statali. Ma passerà all’elettrico solo mezza flotta delle auto blu.

Un nuovo carico di auto blu destinate alla Pubblica amministrazione. L’ultimo maxi bando Consip riguarda la fornitura di ben 8.100 vetture per una spesa massima di 231.931.500 euro. Nel lungo elenco, com’è facile immaginare, c’è un po’ di tutto. Si va dalle 1.500 city car alle 500 4×4, dalle 150 auto a doppia alimentazione Gpl/Benzina alle 100 Metano/Benzina.

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E poi ancora furgoni (100), van (600) e minibus (700), senza dimenticare i classici veicoli “multifunzione” per trasporto merci o persone (2.000). Ciò che incuriosisce però è che sul totale solo per 3.400 vetture si chiede espressamente che siano elettriche. Forse, visto il periodo, uno sforzo in più si sarebbe potuto fare.

Ma andiamo con ordine. È il 15 settembre quando la centrale acquisti della Pubblica amministrazione, direttamente controllata dal ministero dell’Economia, pubblica un bando relativo per la stipula di “un Accordo Quadro per la fornitura di veicoli e la prestazione di servizi connessi ed opzionali per le pubbliche amministrazioni”. Tutto nella norma: è la seconda edizione di un classico accordo quadro che, evidentemente, è stato indetto per una necessità palese del pubblico di essere rifornito di auto.

Parliamo d’altronde di vetture di utilità anche, per così dire, “tecnica”. Nel dettaglio, gli undici lotti riguardano la fornitura di 300 city car compatte (3,9 milioni), 500 city car compatte 4×4 (8,5 milioni), 150 vetture doppia alimentazione GPL/Benzina (2,6 milioni), 100 a doppia alimentazione Metano/Benzina (1,7 milioni). E ancora 1.500 city car (35,2 milioni), 1.500 city car elettriche (44,7 milioni), 600 vetture medie elettriche (20,6 milioni), 100 “van derivati da vettura” (1,4 milioni), 800 veicoli “multifunzione trasporto merci e persone” (20,4 milioni), 1.200 veicoli multifunzione ma elettrici (per altri 39,7 milioni).

Infine, 600 furgoni medi e autocarri (21 milioni), 50 furgoni elettrici (3,1) e infine 700 minibus (28,4 milioni). In totale, dunque, parliamo di 8.100 vetture che evidentemente verranno distribuite da Nord a Sud e che prevedono una spesa massima di 231 milioni di euro.

Un maxi- bando, dunque, da cui però emerge un dettaglio: a conti fatti solo per 3.400 auto si chiede espressamente che siano elettriche. Anche per la Pubblica amministrazione, insomma, la transizione ecologica stenta a decollare. Certo: ci sono i costi che evidentemente sarerebbero schizzati se si fosse richiesto tutto “green”. Resta però la singolarità di una macchina amministrativa che anche su queste piccole cose non decolla.

Anche perché su altri piccoli dettagli le indicazioni sembrano piuttosto circostanziate. Qualche piccolo esempio? Qualora la Pubblica amministrazione lo richieda, la società appaltante dovrà prevedere mini-led per l’illuminazione, eventuali sirene nel caso in cui alla fine la macchina finisca in mano alle Forze dell’ordine. Ma anche kit di cavi, pulsantiere, cappelliere rafforzate. E, ovviamente, eventuali scritte se la macchina è in uso al Comune o, ancora una volta, alla Polizia locale.

Tutto lecito, ci mancherebbe. Magari sarebbe stato solo meglio far viaggiare i nostri dipendenti sull’elettrico. Magari, chissà, sarà per il prossimo bando di gara. Per adesso resta solo la scadenza di quello appena indetto: 6 ottobre. Sicuramente non saranno poche le società pronte a contendersi un maxi-bando che avrà durata di 18 mesi. Speriamo solo che, passato questo anno e mezzo, la transizione ecologica sia diventata realtà.

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