L’occupazione cresce a metà: i giovani esclusi dal lavoro

L'occupazione cresce in Italia nel 2025, ma solo tra gli over 50. Mentre i giovani restano esclusi dal mondo del lavoro.

L’occupazione cresce a metà: i giovani esclusi dal lavoro

L’occupazione cresce e raggiunge livelli record. Ma il rovescio della medaglia è subito evidente, perché l’aumento dei lavoratori riguarda solamente la fascia d’età più avanzata, quella al di sopra dei 50 anni. Mentre i giovani sono sempre più tagliati fuori dal mercato del lavoro. Gli ultimi dati Istat sul quarto trimestre e sulla media annua dicono che nel 2025 l’aumento di 185mila occupati deriva solamente dalla crescita degli over 50 (+409mila occupati) mentre il numero è in netto calo nella fascia 35-49 anni (-115mila) e in quella 15-34 anni (-109mila). Per un totale di 224mila occupati in meno tra gli under 50.

In generale, nella media dell’anno continua la crescita degli occupati anche se è quasi dimezzata rispetto all’anno precedente: +185mila e +0,8%. Il tasso di occupazione così sale al 62,5%, con una crescita che riguarda i dipendenti a tempo indeterminato e gli autonomi, mentre scendono i dipendenti a termine. Andiamo avanti con le buone notizie: nel 2025 si è ridotto il numero di persone in cerca di occupazione per il quarto anno consecutivo, anche se a ritmi meno sostenuti del passato.

Mercato del lavoro, i giovani esclusi: gli ultimi dati Istat

Il tasso di disoccupazione scende al 6,1% (-0,4% rispetto al 2024). A crescere, confermando le difficoltà per i giovani, è il tasso di inattività tra i 15 e i 34 anni: +1,3%. In generale il tasso di inattività è diminuito leggermente nel Mezzogiorno, mentre è cresciuto di poco al Centro. Sul fronte del divario di genere, si registra un leggero miglioramento rispetto al passato: il tasso di occupazione cresce più tra le donne che tra gli uomini anche se il gap resta rilevante (17,4 punti). A livello territoriale, l’occupazione cresce più al Sud che nel resto d’Italia.

Per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questi dati rappresentano “segnali incoraggianti”, nonostante sia necessario “migliorare la qualità dell’occupazione”. Il problema è che di incoraggiante c’è ben poco, se pensiamo alle difficoltà dei giovani. Come sottolineano i parlamentari 5 Stelle delle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato, i dati Istat mostrano una “progressiva esclusione dei giovani dal mercato del lavoro e un invecchiamento forzato degli occupati”. Un fenomeno derivante anche dalle scelte del governo di ridurre i pensionamenti anticipati, come avvenuto con le strette su Quota 103 e Opzione donna, non permettendo così ai più anziani di lasciare il lavoro e ai giovani di sostituirli.