Lombardia in zona rossa per errore? Per Fontana non è colpa di nessuno. Ma Sala lo incalza: “Renda pubblici i dati. La politica con il calcolo dell’Rt non c’entra nulla”

ATTILIO FONTANA
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“Noi non abbiamo commesso errori, siamo stati noi a segnalare tutto. Siamo stai noi a fare ricorso al Tar per la classificazione sbagliata, siamo stati noi a dire che l’algoritmo aveva dei problemi. La polemica mi lascia indifferente, noi ci fidiamo di cosa decidono i giudici. Probabilmente non è colpa di nessuno. Lasciamo che la magistratura accetti i fatti e le eventuali responsabilità. Noi abbiamo sempre mandato i dati in maniera corretta e trasparente”. E’ quanto ha ribadito il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, parlando delle polemiche sulla zonizzazione della Regione Lombardia tornata in area arancione dopo una settimana di zona rossa.

“Buttare in rissa la questione sull’RT lombardo – ha scrive su Facebook il sindaco di Milano, Beppe Sala – certamente contribuisce a non far emergere la verità. E i cittadini lombardi, questa volta più che mai, hanno diritto di sapere come stanno le cose. Ma una cosa è chiara. Il sistema è collaudato, essendo in funzione da mesi, una sola Regione (la Lombardia per l’appunto) sostiene che l’algoritmo di compilazione ha una falla mentre per tutte le altre Regioni ha sempre funzionato senza problemi. Possibile che ci abbia visto giusto solo la nostra Regione? La cosa più semplice per chiudere la questione è che la Regione Lombardia faccia vedere i dati. Il calcolo dell’RT è un fatto eminentemente tecnico, non politico!”.

“I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo” la replica del Governatore. “Se Beppe Sala vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia – aggiunge Fontana -, faccia richiesta al Ministero, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono. Gli uomini del suo Governo, dopo che abbiamo fatto ricorso al Tar e segnalato anomalie sull’algoritmo dell’Istituto Superiore di Sanità che calcola l’Rt, ci hanno chiesto di integrare i dati già inviati e non modificati con ulteriori specifiche che non fanno parte delle richieste standard. E, come per magia, il rosso è diventato arancione, se non giallo. Al contempo, la richiesta del Ministero si è trasformata in una ‘rettifica’ della Regione, evidentemente per gettare l’errore sugli altri”.

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