Lotta alla corruzione, oggi a Bruxelles il via libera alla direttiva che ripristina l’abuso d’ufficio cancellato da Nordio

Lotta alla corruzione, è previsto un termine di due anni per mettersi in regola pena la procedura d'infrazione contro gli Stati inadempienti

Lotta alla corruzione, oggi a Bruxelles il via libera alla direttiva che ripristina l’abuso d’ufficio cancellato da Nordio

Ha perso il referendum sulla riforma della giustizia che portava il suo nome, ha perso la sua capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, costretta a rassegnare le dimissioni, e oggi in plenaria a Bruxelles il Guardasigilli Carlo Nordio si avvia a ricevere un’altra mazzata. Gli eurodeputati saranno chiamati a votare la direttiva sulla lotta alla Corruzione. Ebbene, quella direttiva, dopo un lungo negoziato e superati i veti di governi quale quello italiano, prevede anche l’abuso d’ufficio. Il reato che era stato cancellato da Nordio. L’Italia avrà ora due anni di tempo per recepire la direttiva, pena la procedura d’infrazione.

Lotta alla corruzione: torna l’abuso d’ufficio

L’articolo della direttiva in questione è il 7 e si intitola “Esercizio illecito di funzioni pubbliche”. L’esercizio illecito di funzioni pubbliche, si legge nella direttiva, rischia di minare la fiducia dei cittadini, lo Stato di diritto e l’equità economica e può arrecare grave pregiudizio all’interesse pubblico. Al fine di prevenire un tale danno, gli Stati membri dovrebbero individuare violazioni gravi della legge, siano esse azioni od omissioni, o entrambe. Tali violazioni gravi potrebbero includere, ad esempio, la violazione di disposizioni legislative o regolamentari volte a garantire il libero accesso e la parità di condizioni dei contratti per i candidati, o la deliberata errata applicazione della legge da parte di giudici o arbitri.

L’articolo: esercizio illecito di funzioni pubbliche

Gli Stati membri dovrebbero poter limitare l’applicazione del reato di esercizio illecito di funzioni pubbliche a determinate categorie di funzionari pubblici. Nell’individuare le pertinenti violazioni gravi della legge, gli Stati membri potrebbero tenere conto di questioni quali, tra l’altro, la possibilità che la condotta sia stata commessa nell’intento di ottenere un indebito vantaggio per il funzionario in questione o per un terzo o al fine di ledere i diritti o gli interessi legittimi di una persona.

Antoci (M5S): un voto per la legalità

L’eurodeputato del M5S Giuseppe Antoci è stato – unico italiano – relatore per il Parlamento della direttiva con la collega Raquel García Hermida-van der Walle (Renew, Paesi Bassi) e si è battuto per l’introduzione del reato. “La corruzione – commenta l’eurodeputato pentastellato – è uno dei principali strumenti attraverso cui il crimine organizzato si infiltra nelle istituzioni, nell’economia, nella vita democratica di ogni Paese. Ma c’è un punto che più di tutti definisce il senso politico del voto di domani (oggi, ndr) nella plenaria del Parlamento europeo, quello che prevede l’obbligatorietà dell’abuso d’ufficio, il punto cruciale del negoziato, il cuore della direttiva”.

“Abuso d’ufficio che – conclude Antoci – il Governo italiano ha ostinatamente cercato di bloccare in sede di negoziato europeo tentando di salvare la legge Nordio che nel 2024 lo aveva cancellato dall’ordinamento italiano. Con l’approvazione di questa direttiva vogliamo affermare che in Europa non esisteranno più zone franche e questo varrà anche per l’Italia. Rimargineremo, così, una ferita profonda pensando anche a tutti coloro che in questi anni hanno dato la loro vita per la legalità e la giustizia”.