Lotteria Quirinale, il premier gioca a carte coperte. E intanto le correnti si contano. Fitto, D’Alema e 5 Stelle scatenati: la posta in palio è il ko del Patto del Nazareno

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Mancano esattamente due settimane quando Camera e Senato, più i delegati delle Regioni, si ritroveranno a Montecitorio per la prima votazione atta a eleggere il successore di Giorgio Napolitano. Una prima votazione a cui, molto probabilmente, ne seguiranno altre. Molte altre, almeno stando all’evoluzione degli ultimi giorni. Tanti nomi (forse troppi), altrettante strategie e un numero infinito di divisioni interne.

LE MANOVRE
Come raccontato ieri da La Repubblica, d’altronde, due sere fa Raffaele Fitto ha riunito a cena tutti i suoi parlamentari per decidere la linea da seguire. Lunedì prossimo sarà il turno dei fedelissimi di Massimo D’Alema che si vedranno alla fondazione Italianieuropei. E ancora: gli ex democristiani del Pd si sono già contati martedì sera vicino al Pantheon con qualche ora di anticipo sulle dimissioni di Giorgio Napolitano. Sono una sessantina e vogliono avere il giusto peso nella scelta che farà Matteo Renzi sul nome da proporre al partito. Senza dimenticare, ancora, i frondisti che, da Pippo Civati a Pier Luigi Bersani, non hanno mai nascosto di gradire Romano Prodi al Colle. Un nome oggi gettonato per diverse ragioni: potrebbe raccogliere il consenso anche dei grillini (anche se improbabile dopo il referendum “NoEuro”) e riappacificare le anime del Partito Democratico.

ATTENDISMO GRILLINO
E poi c’è il Movimento cinque stelle che ora, a differenza di quanto capitò alle Quirinarie del 2013, ha deciso di adottare una strategia più attendista. L’obiettivo è quello di non bruciare un candidato e aspettare fino all’ultimo momento per giocare la partita del Colle da protagonisti. La strategia del Movimento 5 stelle per il Quirinale è questa. Il voto online degli iscritti, le famose Quirinarie, ci sarà, ma per il momento è l’unica certezza. Il Parlamento in seduta comune si riunirà per la prima volta il 29 gennaio prossimo: i grillini potrebbero aprire le consultazioni in rete per scegliere il proprio candidato qualche giorno prima. Molto probabilmente ci sarà una rosa proposta da parlamentari e staff tra cui scegliere, anche se non è stata scartata l’ipotesi di lasciare liberi gli attivisti di proporre i nomi. Insomma, è ancora tutto da decidere. Anche se non è un mistero che i nomi che andranno per la maggiore tra parlamentari e attivisti saranno gli stessi: da Stefano Rodotà a Nino Di Matteo.

SPUNTA VISCO
Ben altra musica suona, invece, nelle stanze del palazzo. Qui tengono le posizioni date per favorite negli ultimi giorni. Da Sergio Mattarella (vedi articolo a lato), a Dario Franceschini fino a Pierluigi Castagnetti: sono nomi che potrebbero accontentare i desiderata di Matteo Renzi e non smuovere eccessivamente la sensibilità di Silvio Berlusconi. Senza dimenticare Piero Grasso. Il quale da reggente potrebbe diventare fisso. Ma non è finita qui. Non sono poche le voci secondo cui un’altra delle carte di Renzi potrebbe essere Ignazio Visco. Non è un mistero, d’altronde, che il numero uno di Bankitalia sia molto gradito al premier, così come è altrettanto vero che Visco ha sempre trattato con i guanti di velluto l’esecutivo Renzi. Insomma, i nomi sono tanti. La partita è entrata nel vivo. Sempre che alla fine non la spunti un insospettabile.

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