L’ufficiale Iaccarino inchioda Schettino: fu lui a chiedere di cambiare rotta per fare un favore al maitre Tievoli. E’ ripreso a Grosseto il processo sul naufragio della Costa Concordia. Oggi parlano i test chiave

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La prima testimonianza sul processo relativo al naufragio della Costa Concordia affonda l’ex capitano Francesco Schettino. A parlare è il primo ufficiale di coperta, capo guardia della nave al momento del naufragio.Giovanni Iaccarino: “Fu il comandante a chiedere di cambiare la rotta per avvicinarsi al Giglio per fare un favore al maitre Tievoli”. Un colpo durissimo per la difesa. “Navigazione turistica vicino al Giglio,  questa indicazione comparve a tutti gli ospiti della nave soltanto un’ora prima della partenza”, secondo quanto afferma Iaccarino, “e della manovra non era stato informato nemmeno l’armatore”.

Ma oggi sono previste anche le deposizioni del cartografo Simone Canessa e dell’ufficiale in addestramento Salvatore Ursino, tutti osservatori privilegiati del naufragio. Ma per provare a ricostruire quanto accaduto la sera del 13 gennaio 2012, con la Concordia si schiantò contro gli scogli al largo dell’isola del Giglio ci saranno oltre mille testimonianze. “Più si va a cercare e a capire cosa è accaduto quella notte più per noi è positivo, sappiamo che già i primi racconti di quello che è avvenuto quella notte sono stati smentiti”. Così Francesco Pepe, dello studio legale che assiste il capitano Schettino, entrando questa mattina in aula a Grosseto.

Assente in Aula Domnica Cemortan l’amica moldava di Schettino che era in plancia di comando al momento dell’inchino. La donna ha fatto sapere di non poter raggiungere Grosseto per lo stato di salute della figlia.  Oggi dovrebbero testimoniare 350 persone per l’accusa e 120 per la difesa. Soltanto un terzo circa di questi sono in comune.

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di Gaetano Pedullà

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